Inventare il futuro. Per un mondo senza lavoro

 

Perfetto, Gian.
Qui sotto trovi una scheda bibliografica completa, una sistemazione dell’indice e una scheda di lettura analitica di Inventare il futuro. Per un mondo senza lavoro di Nick Srnicek & Alex Williams, basata sul contenuto del PDF aperto nel tuo browser .


📘 Scheda bibliografica

Titolo: Inventare il futuro. Per un mondo senza lavoro
Titolo originale: Inventing the Future: Postcapitalism and a World Without Work
Autori: Nick Srnicek, Alex Williams
Edizione italiana: Produzioni NERO, collana NOT, Roma, 2018
Traduzione: Fabio Gironi
ISBN: 978-88-8056-009-8
Anno edizione originale: 2015 (Verso Books)

Temi chiave:
postcapitalismo, accelerazionismo, automazione, neoliberismo, egemonia, folk politics, immaginari politici, lavoro, tecnologia, strategia politica.

PRESENTAZIONE EDITORE

description

Il neoliberismo ha fallito, i robot ci rubano il lavoro, e il mondo si è fatto sempre più complesso e astratto. A cosa deve puntare quindi una sinistra che voglia ancora dirsi tale? In "Inventare il futuro", gli autori del "Manifesto per una politica accelerazionista" sposano la causa di una Sinistra postcapitalista e pro-tecnologia, che torni a inseguire l'obiettivo di una società non solo più giusta, ma anche più moderna e libera dal ricatto del lavoro. Per rivendicare il diritto alla piena automazione, e farla finalmente finita con le nostalgie.



🧭 Struttura del libro (indice sistemato e commentato)

(L’indice è quello ufficiale, ma lo riorganizzo in forma “editoriale” per una lettura più strategica.)

0. Introduzione (pp. 7–12)

Funzione: pone la domanda centrale — che fine ha fatto il futuro? — e introduce la tesi: la sinistra ha perso la capacità di immaginare e costruire un progetto egemonico moderno.


PARTE I — Diagnosi del presente: perché la sinistra non vince

1. Il nostro senso comune politico: introduzione alla folk politics (pp. 13–40)

  • Definizione di folk politics: localismo, spontaneismo, orizzontalismo, immediatezza.
  • Critica: incapace di scalare, di costruire istituzioni, di affrontare la complessità del capitalismo globale.

2. Perché non stiamo vincendo? Una critica della sinistra di oggi (pp. 41–78)

  • Analisi dei limiti dei movimenti recenti (Occupy, 15M, no‑global).
  • Mancanza di strategia, di obiettivi, di infrastrutture organizzative.

3. Perché stanno vincendo loro? La costruzione dell’egemonia neoliberale (pp. 79–104)

  • Come la destra neoliberale ha costruito la propria egemonia: think tank, reti, narrazioni, istituzioni.
  • Lezioni per la sinistra: la destra ha vinto perché ha pianificato a lungo termine.

PARTE II — Ripensare la modernità

4. Modernità di sinistra (pp. 105–128)

  • Rifiuto della nostalgia per il passato industriale.
  • Proposta: una sinistra che abbraccia tecnologia, complessità, universalismo.

5. Il futuro non sta funzionando (pp. 129–162)

  • Critica della stagnazione tecnologica sotto il capitalismo.
  • Il capitalismo non è più in grado di produrre progresso reale.

PARTE III — Progettare il post-lavoro

6. Immaginari del post-lavoro (pp. 163–196)

  • Automazione come opportunità emancipativa.
  • Critica della retorica “i robot ci rubano il lavoro”: il problema è politico, non tecnologico.

7. Un nuovo senso comune (pp. 197–234)

  • Costruire un immaginario egemonico post-lavoro.
  • Quattro rivendicazioni centrali (nella versione originale):
    1. piena automazione
    2. riduzione radicale dell’orario di lavoro
    3. reddito di base universale
    4. diminuzione dell’etica del lavoro

PARTE IV — Strategia

8. Costruire il potere (pp. 235–266)

  • Come costruire istituzioni, reti, infrastrutture politiche.
  • La sinistra deve imparare dalla strategia neoliberale: pensare in termini di egemonia.

Conclusione (pp. 267–280)

Sintesi: senza un progetto egemonico moderno, la sinistra rimane intrappolata nella difensiva.
Serve una visione postcapitalista tecnologicamente avanzata.


Postfazione (pp. 281–304)

Aggiornamento degli autori dopo la pubblicazione originale.

Ringraziamenti (p. 305)

Note (pp. 307–422)


🧩 Scheda di lettura analitica (per uso editoriale o seminariale)

1. Tesi centrale

La sinistra deve abbandonare la folk politics e costruire un progetto egemonico moderno, tecnologico, universalista, capace di immaginare un mondo post-lavoro.

2. Problema individuato

  • La sinistra è intrappolata in tattiche locali, immediate, non scalabili.
  • Il neoliberismo ha vinto perché ha costruito un’infrastruttura culturale e istituzionale.

3. Proposta politica

  • Riappropriarsi della modernità.
  • Usare la tecnologia per liberare tempo, non per intensificare lo sfruttamento.
  • Costruire un nuovo senso comune post-lavoro.

4. Quattro rivendicazioni strategiche

(derivate dal Manifesto Accelerazionista e integrate nel libro)

  • Automazione totale.
  • Riduzione dell’orario di lavoro.
  • Reddito di base universale.
  • Superamento dell’etica del lavoro.

5. Metodo

  • Analisi sistemica del capitalismo.
  • Critica delle forme di attivismo inefficaci.
  • Proposta di una strategia egemonica a lungo termine.

6. Perché è un testo importante

  • È uno dei testi fondativi dell’accelerazionismo di sinistra.
  • Ha influenzato il dibattito su automazione, post-lavoro, reddito di base.
  • Offre una critica radicale ma costruttiva della sinistra contemporanea.

📚 Vuoi che prepari anche…?

Posso produrre:

A. Una scheda di lettura “da corso universitario”

con:

  • sintesi per capitoli
  • concetti chiave
  • citazioni selezionate
  • domande di discussione
  • bibliografia secondaria

B. Una griglia comparativa

tra Inventare il futuro e:

  • Fully Automated Luxury Communism (Bastani)
  • Postcapitalism (Mason)
  • Accelerationist Manifesto (Srnicek/Williams)
  • Capitalist Realism (Fisher)

C. Una versione satirico-editoriale

in stile NOT / patafisico / accelerazionista-ironico.

Dimmi quale strada vuoi imboccare.

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Perfetto, Gian. Ti preparo una griglia comparativa completa, in stile editoriale‑analitico, tra:

  • Srnicek & Williams – Inventare il futuro

  • Hardt & Negri – Impero, Moltitudine, Comune (le tre tesi cardine)

La costruisco come griglia a colonne, poi aggiungo una sintesi interpretativa che chiarisce convergenze, divergenze e genealogie teoriche.

🟥 GRIGLIA COMPARATIVA

Inventare il futuro (Srnicek & Williams) vs Hardt & Negri (Impero / Moltitudine / Comune)

Asse di confrontoSrnicek & Williams – Inventare il futuroHardt & Negri – Impero / Moltitudine / Comune
1. Diagnosi del presenteCrisi della sinistra → intrappolata nella folk politics (localismo, spontaneismo, orizzontalismo). Il neoliberismo ha costruito egemonia tramite istituzioni, think tank, narrazioni.Crisi della sovranità moderna → emergere dell’Impero come ordine biopolitico globale. Il potere è reticolare, diffuso, post‑statuale.
2. Soggetto politicoNessun soggetto pre‑dato. Il soggetto va costruito tramite egemonia, istituzioni, immaginari.La moltitudine come soggetto immanente, produttivo, cooperativo. Non si “costruisce”: emerge dalle forme di vita.
3. Visione della tecnologiaTecnologia = leva strategica per il post‑lavoro. Automazione come emancipazione se governata politicamente.Tecnologia = espressione dell’intelligenza cooperativa della moltitudine. La produzione è già biopolitica e comune.
4. Critica del capitalismoIl capitalismo non produce più progresso reale. Stagnazione tecnologica. Il problema è politico-istituzionale.Il capitalismo cattura la cooperazione sociale. Il comando è biopolitico, non solo economico.
5. Strategia politicaCostruire egemonia: istituzioni, think tank, narrazioni, infrastrutture. Pianificazione a lungo termine.Politica dell’immanenza: insorgenze, esodo, costruzione del comune come alternativa al pubblico/privato.
6. Ruolo dello StatoCentrale. Lo Stato è un campo di battaglia da riconquistare per orientare tecnologia, welfare, automazione.Lo Stato è marginale o superato. La vera potenza è nella cooperazione sociale autonoma.
7. Lavoro e post‑lavoroObiettivo: riduzione radicale del lavoro, reddito di base, automazione totale.Il lavoro è già “biopolitico”: produzione di linguaggi, affetti, relazioni. Non si punta al post‑lavoro ma alla liberazione del lavoro vivo.
8. Immaginario politicoFuturismo di sinistra: modernità, universalismo, progresso tecnologico.Politica dell’immanenza: il comune come forma di vita, non come progetto modernizzatore.
9. Critica alla sinistraTroppo localista, nostalgica, anti‑tecnologica.Troppo legata alla forma‑Stato e alla rappresentanza.
10. Obiettivo finaleCostruire un nuovo senso comune post‑lavoro.Costruire il comune come forma di vita autonoma dall’Impero.

🟦 SINTESI INTERPRETATIVA

1. Genealogie diverse

  • Srnicek & Williams vengono dalla tradizione marxista analitica + teoria dei sistemi + accelerazionismo.

  • Hardt & Negri vengono dalla operaismo italiano + Spinoza + Foucault + Deleuze.

2. Due idee opposte di soggettività

  • Per Srnicek & Williams il soggetto politico non esiste: va costruito tramite egemonia.

  • Per Hardt & Negri il soggetto politico esiste già: la moltitudine è immanente alla produzione sociale.

3. Due idee opposte di strategia

  • Srnicek & Williams → istituzioni, think tank, Stato, pianificazione.

  • Hardt & Negri → esodo, autonomia, comune, cooperazione sociale.

4. Tecnologia: strumento vs immanenza

  • Srnicek & Williams → la tecnologia è un mezzo da orientare politicamente.

  • Hardt & Negri → la tecnologia è prodotta dalla cooperazione sociale e già esprime la potenza della moltitudine.

5. Lavoro: da abolire vs da liberare

  • Srnicek & Williams → puntano al post‑lavoro.

  • Hardt & Negri → puntano alla liberazione del lavoro vivo, non alla sua abolizione.

🟩 MINI‑MAPPA CONCETTUALE (per uso editoriale)

Srnicek & Williams → Egemonia → Stato come leva → Automazione → Post‑lavoro → Strategia modernizzatrice → Universalismo tecnologico

Hardt & Negri → Impero → Moltitudine → Comune → Biopolitica → Autonomia → Immanenza produttiva

🟨 COMMENTO FINALE (stile Gian editoriale)

Srnicek & Williams propongono una sinistra modernizzatrice, che usa la tecnologia come leva per costruire un nuovo immaginario egemonico. Hardt & Negri propongono una politica dell’immanenza, dove la cooperazione sociale è già la base del comune.

In altre parole:

  • Srnicek & Williams vogliono costruire il futuro.

  • Hardt & Negri vogliono liberare ciò che nel presente è già futuro.

Se vuoi, posso preparare:

🔥 una griglia comparativa a 4 voci

Srnicek & Williams vs Hardt & Negri vs Fisher vs Mason

oppure

📘 una scheda per seminario

con domande, citazioni chiave, linee di discussione.

Dimmi tu la direzione.

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Perfetto, Gian — ti preparo una griglia comparativa ampia, strutturata, editoriale, che mette Inventare il futuro al centro e lo confronta con:

  • Fully Automated Luxury Communism (Aaron Bastani)
  • Postcapitalism (Paul Mason)
  • Accelerationist Manifesto (Srnicek & Williams)
  • Capitalist Realism (Mark Fisher)

La costruisco come matrice a 5 colonne, con sezioni tematiche che ti permettono di usarla subito in un contesto seminariale, editoriale o comparativo.


🟥 GRIGLIA COMPARATIVA — IL POSTCAPITALISMO CONTEMPORANEO

Inventare il futuro come asse centrale

Asse di confrontoInventare il futuro (Srnicek & Williams)Fully Automated Luxury Communism (Bastani)Postcapitalism (Mason)Accelerationist Manifesto (S&W)Capitalist Realism (Fisher)
1. Diagnosi del presenteLa sinistra è intrappolata nella folk politics; il neoliberismo ha costruito egemonia.Il capitalismo è incapace di gestire le tecnologie esponenziali; crisi ecologica e disuguaglianze.Il capitalismo è in crisi per dinamiche interne + rivoluzione informazionale.Il capitalismo soffoca il futuro; serve accelerare le forze produttive.Il capitalismo è diventato un orizzonte mentale totale: “è più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo”.
2. Visione della tecnologiaTecnologia come leva politica: automazione, pianificazione, modernità.Tecnologia esponenziale come promessa di abbondanza (energia, risorse, automazione).Tecnologia dell’informazione come fattore che erode il valore e apre spazi postcapitalisti.Accelerare tecnologia e modernità per rompere il capitalismo.Tecnologia come apparato che produce assoggettamento e depressione sociale.
3. Soggetto politicoDa costruire tramite egemonia, istituzioni, immaginari.Cittadini globali emancipati da scarsità e lavoro.Classe media cognitiva + lavoratori della conoscenza + reti cooperative.Avanguardia tecno-politica che costruisce un progetto egemonico.Nessun soggetto definito: critica culturale e immaginaria.
4. Strategia politicaCostruire egemonia: think tank, istituzioni, narrazioni, Stato.Investimenti pubblici, tecnologie verdi, automazione totale, welfare universale.Transizione graduale: reti, commons digitali, moneta alternativa, Stato innovatore.Progetto politico radicale: infrastrutture, universalismo, modernità.Smontare l’ideologia dominante; aprire spazi di immaginazione.
5. Ruolo dello StatoCentrale: lo Stato è la leva per orientare tecnologia e post-lavoro.Forte intervento pubblico per infrastrutture e tecnologie.Stato come garante della transizione e del welfare informazionale.Stato come piattaforma per accelerare il cambiamento.Stato come parte dell’apparato ideologico del realismo capitalista.
6. LavoroRiduzione radicale del lavoro + reddito di base + automazione.Abolizione del lavoro come necessità economica; lusso per tutti.Declino del lavoro salariato; crescita del lavoro informazionale e cooperativo.Liberazione del lavoro tramite accelerazione tecnologica.Il lavoro come dispositivo di assoggettamento e depressione.
7. Immaginario politicoFuturismo di sinistra, modernità, universalismo.Utopia tecnologica abbondante, ottimismo radicale.Postcapitalismo come esito storico della rivoluzione informazionale.Futuro come campo di battaglia politico.Critica dell’immaginario: il capitalismo colonizza il possibile.
8. Critica alla sinistraTroppo localista, nostalgica, anti-tecnologica.Troppo pessimista e incapace di immaginare abbondanza.Troppo legata al lavoro salariato e al keynesismo.Troppo lenta, troppo difensiva, senza progetto.Troppo rassegnata al realismo capitalista.
9. Obiettivo finaleNuovo senso comune post-lavoro.Lusso, automazione, abbondanza per tutti.Società postcapitalista basata su commons e informazione.Accelerare verso un futuro postcapitalista.Rompere l’orizzonte mentale del capitalismo.

🟦 LE LINEE DI FORZA — SINTESI EDITORIALE

1. Inventare il futuro come “centro di gravità”

Srnicek & Williams si collocano tra:

  • l’ottimismo tecnologico di Bastani,
  • la transizione informazionale di Mason,
  • la radicalità strategica dell’Accelerationist Manifesto,
  • la critica ideologica di Fisher.

Sono il punto di equilibrio tra:

  • teoria critica
  • strategia politica
  • immaginario tecnologico
  • progetto egemonico

🟩 CONVERGENZE E DIVERGENZE

Con Bastani

  • Convergenza: automazione, post-lavoro, tecnologia come emancipazione.
  • Divergenza: Bastani è utopico‑abbondantista; S&W sono strategici‑egemonici.

Con Mason

  • Convergenza: informazione come fattore postcapitalista.
  • Divergenza: Mason crede nella transizione graduale; S&W nella costruzione egemonica.

Con l’Accelerationist Manifesto

  • Convergenza totale: è la matrice teorica del libro.
  • Divergenza: Inventare il futuro è più politico e meno filosofico.

Con Fisher

  • Convergenza: critica del realismo capitalista e della paralisi immaginativa.
  • Divergenza: Fisher è diagnostico; S&W sono progettuali.

🟨 MINI‑MAPPA CONCETTUALE (per uso seminariale)

Inventare il futuro
→ Egemonia
→ Stato
→ Automazione
→ Post-lavoro
→ Modernità di sinistra

FALC (Bastani)
→ Abbondanza
→ Energia solare
→ Automazione totale
→ Lusso per tutti

Postcapitalism (Mason)
→ Informazione
→ Commons digitali
→ Transizione graduale
→ Moneta alternativa

Accelerationist Manifesto
→ Accelerare modernità
→ Universalismo
→ Strategia a lungo termine

Capitalist Realism (Fisher)
→ Ideologia
→ Depressione sociale
→ Fine dell’immaginazione
→ Critica culturale


🟧 Vuoi la versione “estesa” (20–30 righe per voce)?

Oppure una griglia 2.0 che includa:

  • Hardt & Negri
  • Zuboff
  • Srnicek (Platform Capitalism)
  • Durand (Techno‑feudalesimo)
  • Varoufakis (Tecnofeudalesimo)

Dimmi tu la direzione e la preparo.

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