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Patrimoniale sì o no? Sul fisco la sinistra ha tre ricette diverse Enrico Dalcastagné

 

Patrimoniale sì o no? Sul fisco la sinistra ha tre ricette diverse

Redistribuzione e lotta all’evasione: «La tassa sui ricchi non è un tabù». Ma Fratoianni la vuole in Italia, Schlein in Europa e Conte in tutto il mondo

Fratoianni la sostiene con entusiasmo, Schlein dice che non è un tabù, Conte è più vago e guarda all’Europa. Se sul lavoro le proposte comuni non mancano, dal salario minimo alla riduzione dell’orario a parità di salario, con lo “spettro” della patrimoniale le cose cambiano. Sui principi generali per una riforma del fisco i leader del centrosinistra sono d’accordo, ma quando si parla di proposte concrete le posizioni divergono. Per questo evitano di entrare nei dettagli, insistendo sulla diagnosi della situazione e sugli attacchi al governo.

È stata una cartina da tornasole sullo stato del campo largo l’incontro promosso ieri da Oxfam Italia, dalla commissione Icrict e dal centro studi Nens. Cosa serve per rendere i sistemi fiscali più equi e progressivi e rafforzarne il potenziale ridistributivo, al fine di ridurre le disuguaglianze che attraversano la società? In platea c’erano la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del M5s e il segretario di Avs Nicola Fratoianni, in una delle poche occasioni in cui si mostrano insieme.

Le ultime photo opportunity erano state per le elezioni regionali in Liguria, lo scorso ottobre, e per la chiusura della campagna elettorale in Umbria, a novembre. Ma sono eventi che Conte non ama, temendo di apparire appiattito sulle posizioni del Pd: una vicinanza che non piace a una parte degli elettori del M5s e che non paga a livello elettorale. Eppure ieri i tre erano in prima fila ad ascoltare il premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz, una delle più forti voci critiche della globalizzazione e del neoliberismo, a Roma per un evento organizzato dalla Pontificia accademia di scienze sociali.

Un sistema regressivo

Analisi e proposte per l’Italia sono state affidate a Giuseppe Pisauro, presidente del Nens (il centro studi fondato dagli ex ministri Bersani e Visco). Secondo l’ex presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, va preso atto che «in un paese con un sistema di welfare e un debito pubblico come quelli italiani non si possono ridurre di molto le tasse se non tagliando il welfare». Per questo bisogna redistribuire il carico fiscale per rimediare alle iniquità, in particolare alla differenza di trattamento tra lavoro dipendente e autonomo, e affrontare seriamente il tema dell’evasione.

Andrea Roventini, economista della Scuola Sant’Anna di Pisa, ha invece presentato una ricerca che mostra come il sistema italiano sia molto regressivo nella parte alta della distribuzione del reddito: da noi i contribuenti più ricchi pagano un’aliquota fiscale effettiva inferiore al resto della popolazione. «Tassare di più il capitale, anche con una patrimoniale sul 5 per cento più ricco, consentirebbe di ridurre la disuguaglianza e aumentare il gettito. Risorse che potrebbero essere impiegate per aumentare la spesa per sanità, istruzione e investimenti pubblici», ha detto Roventini.

Proposte comuni

Negli scorsi mesi Schlein, Conte e Fratoianni avevano tentato di accordarsi per proporre una riforma unitaria del fisco, anche per non dare l’impressione di essere passivi di fronte alle misure messe in piedi dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo. E per reagire alla narrazione sul «taglio delle tasse per tutti», che da anni il centrodestra è riuscito a imporre. Ma finora i tre non ci sono riusciti, soprattutto per le posizioni del M5s e di Conte, oscillanti nel tempo e non sempre nette. Su questo non sembra che si siano fatti progressi.

«C’è una vera emergenza democratica, nella storia dell’umanità non c’è mai stata tanta concentrazione di potere economico, politico e tecnologico. Oggi la politica è servile, accessoria rispetto all’economia e alla finanza», ha detto il leader del Movimento 5 stelle. Parole a cui ha fatto eco l’intervento di Schlein: sulla diagnosi della malattia la sintonia non manca. «Il modello neoliberista ha fallito, la supposta capacità del mercato di autoregolarsi pure, la mano invisibile è così invisibile che non c’è», ha ironizzato la segretaria del Pd.

Certo, da Conte è arrivato un attacco a Meloni per la rottamazione delle cartelle, con la riapertura della rottamazione quater e l’idea di Matteo Salvini di un altro condono sotto il nome di rottamazione quinquies. A livello di proposte, però, l’ex premier è stato evasivo: «Non basta dire che serve una tassa sui più ricchi, prima bisogna spiegare alle persone che nel mondo si stanno accumulando grandi ricchezze». E poi, nel caso, la wealth tax dovrà essere imposta a livello globale «per impedire la fuga dei capitali verso i paesi più attraenti».

Tax the rich

Ma la parola “patrimoniale” Conte si è ben guardato dall’usarla, a differenza di Fratoianni: «Per molti è una parolaccia. Noi la pronunciamo testardamente da anni, con la nostra proposta di una tassa progressiva sui patrimoni superiori ai 5 milioni di euro e che cresca fino al 2-3 per cento oltre i 50 milioni. Poi possiamo discutere di come ridurre il rischio di fuga dei capitali, spesso usato come una clava contro chi parla di patrimoniale. E non facciamo passi indietro sulla global minimum tax, la cui difesa peraltro era nel programma di FdI».

Toni morbidi con gli alleati e più disponibilità all’ascolto – «Come diceva Giuseppe…», «Ha ragione Nicola…» – si sono invece sentiti nelle parole di Schlein, che ha rilanciato la direttiva europea sulla Ccctb, e quindi l’idea che le aziende debbano pagare le tasse dove fanno profitti. «Per quanto riguarda l’Italia concordo con la proposta di mettere l’equità orizzontale in Costituzione e non è un tabù neanche la tassazione dei grandi patrimoni, anche se meglio sarebbe farla a livello europeo. Poi avanti con la lotta all’evasione, al contrario di un governo che ha fatto più di 20 condoni. Però occorre che i progressisti siano pronti a fare questi sforzi insieme. Il Pd lo è, lo siamo tutti?».

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### 2. Analisi Sintetica per Punti del Testo


**Titolo e tema centrale:** Il centrosinistra italiano (Pd, M5s, AvS) mostra tre posizioni diverse sulla patrimoniale, nonostante l’accordo sui principi generali (ridurre le disuguaglianze, riformare il fisco).


**1. Le tre posizioni a confronto:**

- **Nicola Fratoianni (AvS):** Più netto e favorevole. Propone una patrimoniale progressiva in Italia sui patrimoni sopra i 5 milioni di euro (fino al 2-3% oltre i 50 milioni).

- **Elly Schlein (Pd):** Cauto realismo. Dichiara che la patrimoniale *“non è un tabù”* ma la vorrebbe gestire a livello **europeo** (direttiva Ccctb per tassare i profitti dove vengono realizzati).

- **Giuseppe Conte (M5s):** Più vago e prudente. Evita la parola “patrimoniale”, propone una tassa globale sui grandi patrimoni (per evitare la fuga dei capitali) e preferisce parlare di concentrazione del potere economico.


**2. Il contesto e la “cartina tornasole”:**

- L’occasione è un evento con il premio Nobel **Joseph Stiglitz**.

- I tre leader mostrano unità nella “diagnosi” (fallimento del neoliberismo) ma non nelle “proposte concrete”.


**3. I dati e le proposte degli esperti:**

- **Giuseppe Pisauro (Nens):** In Italia non si possono ridurre le tasse senza tagliare il welfare. Bisogna redistribuire il carico e lottare contro l’evasione.

- **Andrea Roventini (Sant’Anna):** Il sistema fiscale italiano è regressivo (i ricchi pagano, in proporzione, meno tasse degli altri). Tassare il capitale e introdurre una patrimoniale sul 5% più ricco aumenterebbe il gettito per sanità e istruzione.


**4. Le divergenze strategiche:**

- **Unità sui principi:** Lotta all’evasione, equità fiscale, fine del neoliberismo.

- **Divisione sullo strumento:** Patrimoniale nazionale (Fratoianni) vs. europea (Schlein) vs. globale (Conte).

- **Atteggiamento di Conte:** Teme di apparire “appiattito sul Pd” e di perdere consensi. Usa toni generici e si concentra sugli attacchi al governo Meloni (contro i condoni).


**5. Il dato sorprendente:** I ricchi in Italia pagano un’aliquota effettiva inferiore al resto della popolazione (sistema regressivo).


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### 3. Valutazione Critica del Testo


**Punti di forza:**

- **Chiarezza espositiva:** L’articolo è molto ben strutturato. Il giornalista (Enrico Dalcastagné) riesce a rendere comprensibile una questione complessa, distinguendo nettamente le tre posizioni senza banalizzare.

- **Uso efficace delle fonti:** Non si limita alle dichiarazioni politiche, ma le contestualizza con dati economici concreti (Roventini, Pisauro) e con l’autorevolezza di Stiglitz. Questo dà spessore al pezzo.

- **Onestà intellettuale:** Viene riconosciuto che l’unità di intenti (ridurre le disuguaglianze) esiste, ma non si nasconde la difficoltà reale di tradurla in un provvedimento condiviso. L’analisi del “timore di Conte” è un ottimo spaccato di realismo politico.


**Punti deboli e criticità:**

- **Eccessiva enfasi sulla “divisione” a scapito della “soluzione”:** L’articolo sembra quasi compiacersi della spaccatura, rafforzando la narrazione di un centrosinistra eternamente litigioso. Dedica meno spazio alla domanda cruciale: *“è tecnicamente fattibile una patrimoniale in Italia, con il nostro debito pubblico?”* (accenna solo Pisauro sul debito, ma non approfondisce il rischio di fuga dei capitali).

- **Mancanza di voci critiche esterne al campo:** L’articolo riporta solo le posizioni della sinistra e degli economisti progressisti (Roventini, Stiglitz). Manca totalmente il contraddittorio di un economista liberista o di un esponente del centrodestra che spieghi *perché* la patrimoniale potrebbe essere controproducente (es. uscita di capitali, calo degli investimenti). Il lettore riceve una visione parziale.

- **Linguaggio leggermente “militante”:** Frasi come *“lo spettro della patrimoniale”* (tra virgolette, ma suggestive) o l’ironia di Schlein sulla *“mano invisibile”* vengono riportate senza un filtro critico, dando l’impressione che l’autore condivida la diagnosi. Un giornalismo più asettico avrebbe forse bilanciato.


**Giudizio complessivo:**  

Un **buon articolo di analisi politica** per chi segue l’attualità italiana. È utile per capire lo stato dell’arte del dibattito fiscale nel centrosinistra. Tuttavia, **non è un pezzo di approfondimento economico equilibrato**, perché manca del tutto il punto di vista di chi si oppone alla patrimoniale per ragioni non ideologiche ma tecniche. Per un blog o un sito di informazione, va benissimo come spunto, ma suggerirei di integrare con fonti contrarie per dare completezza al dibattito.


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### Consiglio per il tuo post WordPress:

Potresti usare l’occhiello: **`Patrimoniale, tre visioni a confronto`**  

E concludere il tuo post con una domanda per coinvolgere i lettori: *“Secondo voi, la patrimoniale è uno strumento giusto per ridurre le disuguaglianze o rischia di far fuggire i capitali dall’Italia?”*


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