Capitalismo cognitivo e Karl Marx
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Ciao! Il concetto di capitalismo cognitivo è una teoria sviluppata da autori contemporanei come Yann Moulier-Boutang, Carlo Vercellone e Antonio Negri. Si riferisce a un modello di accumulazione capitalistica in cui la conoscenza, l'informazione e le competenze cognitive giocano un ruolo centrale, sostituendo in parte il lavoro materiale e il capitale fisico.
Se vogliamo verificare le premesse teoriche del capitalismo cognitivo nelle opere di Karl Marx, possiamo individuare alcuni concetti chiave che sembrano anticipare questa trasformazione:
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General Intellect (Intelletto Generale) – Marx introduce questo concetto nei Grundrisse, dove descrive come la scienza, la conoscenza e la cooperazione sociale diventino sempre più centrali nella produzione. Il capitale tende a incorporare il sapere umano, e questo può portare a un superamento del lavoro salariato tradizionale.
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Sussunzione reale del lavoro al capitale – In Il Capitale, Marx distingue tra sussunzione formale (dove il capitale si appropria di processi produttivi preesistenti) e sussunzione reale (dove il capitale riorganizza completamente la produzione). Il capitalismo cognitivo può essere visto come una nuova fase della sussunzione reale, in cui il capitale si appropria direttamente delle capacità cognitive e relazionali dei lavoratori.
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La merce conoscenza e il problema della rendita – Marx non analizza direttamente l’immateriale come merce, ma i teorici del capitalismo cognitivo vedono un’analogia con il modo in cui Marx tratta la rendita e i beni non completamente riproducibili (come la terra). La conoscenza, essendo non completamente escludibile e spesso prodotta in modo cooperativo, crea nuove contraddizioni nel capitalismo.
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La crisi della legge del valore – I marxisti autonomi, come Negri e Vercellone, sostengono che nel capitalismo cognitivo il valore non è più determinato unicamente dal tempo di lavoro, ma dalla cooperazione sociale diffusa e dall’innovazione. Questo sposta la base dello sfruttamento dal lavoro salariato diretto all’estrazione di valore da attività intellettuali, creative e relazionali.
Marx non parla esplicitamente di capitalismo cognitivo, ma le sue intuizioni su come il capitale incorpora la conoscenza e sulla trasformazione dei rapporti di produzione forniscono una base teorica per comprendere questa evoluzione.
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Deepseek
Ciao! Il concetto di "capitalismo cognitivo" è un'elaborazione teorica relativamente recente, sviluppata principalmente da autori come Yann Moulier-Boutang, Carlo Vercellone e altri studiosi post-marxisti. Questo concetto non è direttamente trattato nelle opere di Karl Marx, poiché emerge in un contesto storico e tecnologico successivo, legato alla rivoluzione digitale e all'economia della conoscenza.
Tuttavia, è possibile rintracciare alcune premesse teoriche nel pensiero di Marx che possono essere interpretate come anticipatrici di alcune dinamiche del capitalismo cognitivo. Ecco alcuni punti di contatto:
1. **General Intellect**: Nel *Grundrisse*, Marx introduce il concetto di "General Intellect" (intelletto generale), riferendosi alla conoscenza sociale e alla capacità produttiva della società nel suo complesso. Questo concetto è spesso ripreso dai teorici del capitalismo cognitivo per descrivere come la conoscenza e l'innovazione siano diventate forze produttive centrali nell'economia contemporanea.
2. **Lavoro immateriale**: Marx non parla esplicitamente di "lavoro immateriale", ma la sua analisi del lavoro astratto e del valore può essere estesa per comprendere come, nel capitalismo cognitivo, il lavoro sia sempre più legato alla produzione di conoscenza, informazioni e relazioni sociali, piuttosto che alla produzione materiale.
3. **Accumulazione del capitale**: Marx analizza come il capitale tenda a espandersi e a incorporare nuove forme di lavoro e produzione. Nel capitalismo cognitivo, questo processo si manifesta attraverso l'incorporazione della conoscenza e della creatività umana nei processi produttivi, spesso attraverso la proprietà intellettuale e il controllo delle reti digitali.
4. **Sfruttamento e alienazione**: Marx sottolinea come il capitale sfrutti il lavoro e alieni i lavoratori dai frutti del loro lavoro. Nel capitalismo cognitivo, questo sfruttamento si manifesta attraverso la cattura del valore prodotto dal lavoro cognitivo e creativo, spesso senza un'adeguata remunerazione o riconoscimento.
In sintesi, mentre Marx non ha direttamente analizzato il capitalismo cognitivo, le sue intuizioni sul ruolo della conoscenza, del lavoro e dell'accumulazione del capitale offrono una base teorica per comprendere le dinamiche di questo nuovo paradigma economico. I teorici del capitalismo cognitivo hanno sviluppato e adattato queste idee per analizzare le trasformazioni economiche e sociali legate alla rivoluzione digitale e all'economia della conoscenza.
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Perplexity
Karl Marx non ha direttamente teorizzato il "capitalismo cognitivo", un concetto sviluppato in epoca recente per descrivere le trasformazioni del capitalismo contemporaneo incentrate su conoscenza e tecnologie digitali. Tuttavia, le sue opere contengono elementi analitici che alcuni teorici contemporanei hanno utilizzato come premesse teoriche. Ecco i principali collegamenti:
1.
Marx sosteneva che il valore delle merci derivi dal lavoro sociale necessario alla loro produzione26. Nel capitalismo cognitivo, questo principio viene riletto includendo:
-
: attività cognitive, creative e relazionali che producono conoscenza37
-
: concetto marxiano dei Grundrisse sull'incorporazione della scienza nel processo produttivo3
2.
Le critiche marxiane alla dinamica capitalistica trovano nuove applicazioni:
-
attraverso il controllo dei diritti di proprietà intellettuale anziché dei mezzi produttivi fisici37
-
reinterpretata come crisi della valorizzazione nel settore immateriale47
3.
Le teorie sul capitalismo cognitivo riprendono l'analisi marxiana dello scontro di classe:
-
con lavoratori della conoscenza come potenziale soggetto rivoluzionario3
-
da parte del capitale attraverso brevetti e algoritmi7
Alcuni studiosi marxisti contemporanei mettono in discussione queste riletture:
-
: il lavoro cognitivo sfida la teoria del valore-lavoro tradizionale per la sua natura non lineare e collaborativa34
-
: il capitalismo mantiene la logica dello sfruttamento anche nella forma cognitiva47
-
(infrastrutture digitali, server) nell'estrazione del valore7
Mentre il capitalismo cognitivo rappresenta un tentativo di aggiornare l'analisi marxiana alle nuove condizioni tecnologiche, rimane un dibattito aperto se costituisca una nuova fase storica o semplicemente un'adattamento superficiale del capitalismo industriale37. Gli elementi più solidi di continuità con Marx restano la critica allo sfruttamento e l'analisi delle contraddizioni interne al sistema.
Citations:
- https://www.alumniportal-deutschland.org/en/magazine/germany/karl-marx-and-his-criticism-of-capitalism/
- https://www.investopedia.com/terms/k/karl-marx.asp
- http://digamoo.free.fr/heesangjeon2010.pdf
- https://core.ac.uk/download/pdf/234645542.pdf
- https://study.com/learn/lesson/karl-marx-theories.html
- https://www.investopedia.com/terms/m/marxism.asp
- https://research.gold.ac.uk/id/eprint/18353/1/SOC_thesis_KarakilicE_2016.pdf
- https://www.investopedia.com/terms/m/marxian-economics.asp
- https://www.cambridge.org/core/journals/industrial-and-organizational-psychology/article/abs/what-can-marxist-theories-of-capitalism-tell-us-about-organizational-and-occupational-behaviors/693ED323FEFC655325B8E9E062614A21
- https://www.investopedia.com/terms/c/conflict-theory.asp
- https://www.taylorfrancis.com/chapters/edit/10.4324/9781315623320-2/introduction-cognitive-capitalism-carlo-vercellone-alfonso-giuliani
- https://www.redalyc.org/journal/601/60157367004/html/
- https://www.semanticscholar.org/paper/Knowledge-and-contemporary-capitalism-in-light-of-Jeon/5cdc11db28daa97bfb99b1873a727e19b6a0dbf9
- https://www.simplypsychology.org/capitalism-vs-marxism.html
- https://www.britannica.com/topic/class-consciousness
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Come si collega il concetto di "lavoro cognitivo" al pensiero di Karl Marx
Il concetto di "lavoro cognitivo" – sviluppato da teorici contemporanei per analizzare le trasformazioni del capitalismo nell'era della conoscenza e del digitale – trova alcuni fondamenti teorici nel pensiero di Karl Marx, sebbene con riletture e attualizzazioni. Ecco i principali collegamenti:
1.
Nei Grundrisse, Marx anticipa il ruolo della conoscenza collettiva (general intellect) come motore della produzione, indicando come la scienza e il sapere sociale diventino «forza produttiva immediata»26. Questo concetto viene ripreso per spiegare come il lavoro cognitivo generi valore attraverso la condivisione di conoscenze e innovazioni, anziché tramite il semplice lavoro manuale. La produzione immateriale (idee, algoritmi, reti) si basa proprio su questa socializzazione del sapere27.
2.
Marx distingue tra sussunzione formale (controllo capitalistico sul processo lavorativo) e sussunzione reale (integrazione della tecnologia e riorganizzazione totale della produzione). Nel lavoro cognitivo, questa dinamica raggiunge un nuovo livello:
-
Il capitale penetra le strutture mentali dei lavoratori, trasformando creatività e pensiero in merci14
-
Le piattaforme digitali esemplificano la sussunzione reale, organizzando e misurando attività intellettuali attraverso algoritmi36.
3.
Mentre alcuni teorici del capitalismo cognitivo rifiutano la teoria del valore-lavoro marxiana1, altri la rielaborano:
-
Il plusvalore deriva non solo dallo sfruttamento del tempo lavorativo, ma dall'appropriazione di conoscenze collettive (es. brevetti, dati)78
-
La produttività crescente nel lavoro cognitivo si traduce in pluslavoro relativo, comprimendo il tempo necessario per riprodurre la forza-lavoro16.
4.
Marx analizza l'alienazione come separazione del lavoratore dai frutti del proprio lavoro. Nel lavoro cognitivo questo assume nuove forme:
-
: le idee generate dai lavoratori diventano proprietà aziendale attraverso NDA e copyright46
-
: attività creative vengono standardizzate e metricizzate (es. logiche SEO, algoritmi di content moderation)48.
Alcune scuole marxiste contemporanee evidenziano problemi nell'applicazione diretta delle categorie marxiane:
-
La non misurabilità del lavoro cognitivo sfida la teoria del valore-lavoro classica15
-
Il ruolo del capitale fisso (infrastrutture digitali) viene talvolta sottovalutato a favore dell'enfasi sulle capacità mentali26
-
Permane una continuità strutturale: lo sfruttamento si adatta ma non supera la logica capitalistica descritta da Marx17.
Pur senza prevedere esplicitamente il capitalismo cognitivo, Marx offre strumenti per analizzarne le dinamiche di sfruttamento e le contraddizioni, particolarmente attraverso i concetti di general intellect e sussunzione reale. Le riletture contemporanee dimostrano sia la resilienza del suo metodo dialettico, sia la necessità di aggiornamenti critici236.
Citations:
- https://leftcom.org/it/articles/1999-12-01/il-capitalismo-cognitivo-e-il-neo-riformismo
- https://www.econstor.eu/bitstream/10419/87101/1/504228153.pdf
- https://www.sinistrainrete.info/marxismo/12990-andrea-fumagalli-lavoro-sussunzione-e-progresso-tecnico.html
- https://unive.unitesi.cineca.it/bitstream/20.500.14247/19508/1/813669-1188132.pdf
- https://sebastianoisaia.wordpress.com/2018/05/08/sul-concetto-di-lavoro-mentale-e-sulla-teoria-leniniana-del-riflesso/
- http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/12020/813669-1188132.pdf?sequence=2
- https://sbilanciamoci.info/marx-era-ecologista-ve-lo-spiego/
- https://ojs.unito.it/index.php/spaziofilosofico/issue/download/673/426
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In che modo il capitalismo cognitivo può essere visto come una evoluzione del capitalismo industriale secondo Marx
Il capitalismo cognitivo rappresenta un'evoluzione del capitalismo industriale analizzata attraverso le categorie marxiane, sebbene con adattamenti critici. Ecco i principali punti di connessione e trasformazione:
1.
Marx anticipò nei Grundrisse il ruolo del general intellect – l'insieme di conoscenze e capacità intellettuali socializzate – come forza produttiva dominante13. Nel capitalismo cognitivo, questo si traduce in:
-
: attività cognitive, creative e relazionali sostituiscono progressivamente il lavoro manuale come fonte primaria di valore47
-
: le tecnologie digitali e le reti diventano "capitale fisso" che riorganizza la produzione, seguendo la dinamica marxiana di sviluppo delle forze produttive58.
2.
Mentre il capitalismo industriale si basava sulla sussunzione formale (controllo del tempo lavorativo), quello cognitivo realizza una sussunzione reale delle facoltà mentali:
-
Il capitale penetra le strutture psichiche attraverso algoritmi e piattaforme digitali28
-
La creatività e l'autonomia apparente dei lavoratori della conoscenza vengono organizzate entro forme di controllo indiretto (es. metriche di produttività digitale)16.
3.
Sebbene controversa, la teoria del valore-lavoro marxiana viene rielaborata:
-
Il plusvalore si genera attraverso l'appropriazione di conoscenze collettive (dati, algoritmi, reti sociali) più che dall'estrazione di lavoro individuale37
-
La produttività riflessiva – miglioramenti organizzativi generati dagli stessi lavoratori – diventa fonte di pluslavoro relativo, comprimendo il tempo di lavoro necessario26.
4.
Si osserva uno spostamento dalla proprietà di mezzi materiali a quella di mezzi immateriali:
-
Brevetti, copyright e controllo sulle piattaforme digitali sostituiscono le fabbriche come fulcro dell'accumulazione14
-
Il capitale diventa "parassita" del sapere sociale prodotto collettivamente, in accordo con l'analisi marxiana della tendenza alla socializzazione della produzione37.
5.
Nonostante le trasformazioni, permangono dinamiche marxiane fondamentali:
-
: si manifesta come eccesso di capacità cognitive non valorizzabili (es. dati inutilizzati)15
-
: l'automazione digitale crea nuovo esercito industriale di riserva (gig workers, precariato cognitivo)28.
Alcune scuole marxiste contemporanee mettono in discussione questa continuità:
-
La non mercificabilità completa della conoscenza sfida la legge del valore tradizionale34
-
Il ruolo del lavoro non retribuito (es. produzione di dati dagli utenti) eccede il quadro teorico marxiano classico67.
Pur non essendo previsto esplicitamente da Marx, il capitalismo cognitivo può essere letto come sviluppo dialettico del capitalismo industriale, dove le forze produttive cognitive entrano in contraddizione con rapporti di produzione basati ancora su proprietà privata e sfruttamento. La sfida teorica consiste nel riconoscere le novità senza perdere di vista la continuità strutturale del modo di produzione capitalistico157.
Citations:
- https://www.euronomade.info/la-legge-del-valore-nel-passaggio-dal-capitalismo-industriale-al-nuovo-capitalismo/
- https://leftcom.org/it/articles/1999-12-01/il-capitalismo-cognitivo-e-il-neo-riformismo
- https://effimera.org/reddito-gorz-vercellone/
- https://it.wikipedia.org/wiki/Capitalismo_cognitivo
- https://journals.openedition.org/qds/2502
- http://www.thefreeuniversity.net/CognitiveCapitalism/corsani1.html
- http://www.tecalibri.info/V/VERCELLONE-C_capitalismo.htm
- https://www.econstor.eu/bitstream/10419/87101/1/504228153.pdf
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Quali sono le principali sfide che il capitalismo cognitivo pone alla teoria marxiana del valore
Il capitalismo cognitivo presenta diverse sfide alla teoria marxiana del valore, sollevando interrogativi teorici e ridefinendo i meccanismi di estrazione del plusvalore. Ecco le principali criticità emerse dal dibattito contemporaneo:
1.
Marx fondava la teoria del valore sul lavoro sociale necessario quantificabile temporalmente. Nel capitalismo cognitivo:
-
Il lavoro diventa riflessivo e collaborativo, sfuggendo alla misurazione oraria (es. sviluppo software open source o creazione di contenuti digitali)
-
La produttività dipende dalla condivisione di conoscenze più che dallo sforzo individuale, rompendo il nesso lineare tempo/valore15.
2.
Mentre il capitalismo industriale trasformava beni materiali in merci, quello cognitivo tenta di mercificare il sapere:
-
: la conoscenza può essere usata simultaneamente da più soggetti senza consumo
-
: difficoltà di impedire l'accesso a informazioni digitali
-
: il valore si concentra nel controllo degli accessi (piattaforme, brevetti) più che nella produzione diretta23.
3.
Marx analizzava la sussunzione reale del lavoro al capitale nella fabbrica. Oggi si assiste a:
-
: algoritmi e piattaforme organizzano tempi di riposo, creatività e relazioni sociali
-
(es. produzione di dati dagli utenti web) che eccedono il concetto classico di forza-lavoro48.
4.
Alcuni teorici evidenziano una trasformazione qualitativa:
-
Il plusvalore deriverebbe dall'appropriazione di conoscenza sociale (general intellect) anziché dallo sfruttamento diretto
-
La produttività riflessiva – miglioramenti generati dagli stessi lavoratori – riduce il lavoro necessario senza intervento capitalistico, vanificando la dialettica marxiana tra capitale variabile e costante15.
5.
Si combinano logiche industriali e cognitive:
-
(es. data center energivori)
-
(creatività, lingue, algoritmi)
Questa ibridazione sfida la teoria del valore-lavoro che presupponeva un dominio omogeneo della produzione materiale37.
Nonostante queste sfide, alcuni studiosi sostengono la persistenza del nucleo teorico marxiano:
-
L'aumento di produttività nel lavoro cognitivo amplifica il plusvalore relativo comprimendo il tempo di lavoro necessario1
-
Le piattaforme digitali riproducono la separazione tra produttori e mezzi di produzione, base dello sfruttamento4
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La finanziarizzazione e il controllo algoritmico rappresentano nuove forme di feticismo della merce5.
Il dibattito rimane aperto: mentre il capitalismo cognitivo trasforma le modalità di accumulazione, la teoria marxiana dimostra resilienza attraverso aggiornamenti che ne preservano la struttura dialettica, pur richiedendo nuove categorie analitiche per le forme contemporanee di valorizzazione25.
Citations:
- https://leftcom.org/it/articles/1999-12-01/il-capitalismo-cognitivo-e-il-neo-riformismo
- http://www.thefreeuniversity.net/CognitiveCapitalism/corsani1.html
- https://air.unimi.it/retrieve/dfa8b9a2-88be-748b-e053-3a05fe0a3a96/Lenigma-del-valore_Effimera_ebook-3.pdf
- https://effimera.org/lavoro-sussunzione-progresso-tecnico-intervista-ad-andrea-fumagalli-sullattualita-del-pensiero-marx-cura-joao-vitor-santos/
- https://www.euronomade.info/la-legge-del-valore-nel-passaggio-dal-capitalismo-industriale-al-nuovo-capitalismo/
- https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_marxiana_del_valore
- https://journals.openedition.org/qds/2502
- https://www.bin-italia.org/circuiti-monetari-alternativi-e-riproduzione-sociale-al-tempo-del-capitalismo-bio-cognitivo-intervista-ad-andrea-fumagalli/
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In che modo il capitalismo cognitivo influisce sulla proprietà intellettuale secondo Marx
Il capitalismo cognitivo ridefinisce radicalmente il rapporto tra proprietà intellettuale e dinamiche di accumulazione, riattualizzando le categorie marxiane in modo critico. Ecco i meccanismi principali:
1.
Marx analizzava la tendenza capitalistica a creare scarsità attraverso il controllo dei mezzi produttivi. Nel capitalismo cognitivo:
-
(brevetti, copyright) diventano strumenti per generare rendite monopolistiche14
-
La conoscenza, risorsa non rivale per natura, viene resa artificialmente scarsa per mantenere la logica mercantile1
2.
Il concetto marxiano di general intellect (sapere sociale incorporato nella produzione) assume nuova centralità:
-
Le piattaforme digitali catturano e privatizzano la conoscenza collettiva generata dagli utenti/lavoratori6
-
Il valore prodotto dalla cooperazione sociale viene trasformato in proprietà algoritmica attraverso Terms of Service e data mining47
3.
Mentre Marx legava il plusvalore allo sfruttamento del tempo lavorativo, nel capitalismo cognitivo:
-
Il plusvalore deriva dall'appropriazione di esternalità cognitive (dati, reti sociali, innovazioni diffuse)
-
Le leggi sul copyright permettono di estendere temporalmente l'estrazione di valore oltre i limiti fisici della produzione18
4.
La proprietà intellettuale ridefinisce la struttura del capitale:
-
: algoritmi e database sostituiscono macchinari come asset principali6
-
Il controllo sulle piattaforme diventa più cruciale della proprietà materiale, realizzando una sussunzione digitale del lavoro27
5.
Emergono tensioni tra caratteristiche intrinseche della conoscenza e logica capitalistica:
-
vs necessità di monetizzazione attraverso DRM e paywalls1
6.
Come previsto da Marx nella dialettica capitale-lavoro, si osservano controffensive:
-
Estensione della durata dei brevetti (da 20 a 70+ anni dopo la morte dell'autore)
-
Patent trolling e strategie legali per bloccare l'accesso alla conoscenza14
-
Utilizzo di algoritmi come meccanismi di enforcement automatico della proprietà intellettuale6
Pur senza prevedere il capitalismo cognitivo, Marx offre chiavi interpretative:
-
La proprietà intellettuale realizza una seconda enclosures movement sulle risorse cognitive1
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Il feticismo della merce si estende alla conoscenza, mistificando la sua origine sociale7
-
Le lotte per l'open source e i creative commons riattualizzano il conflitto tra forze produttive e rapporti di produzione68
Il capitalismo cognitivo trasforma così la proprietà intellettuale in un'arma per perpetuare lo sfruttamento, dimostrando sia la resilienza del sistema analizzato da Marx, sia la necessità di aggiornarne gli strumenti critici di fronte alle nuove forme di valorizzazione immateriale.
Citations:
- https://sites.units.it/etica/2017_3/VERCELLONE02.pdf
- https://leftcom.org/it/articles/1999-12-01/il-capitalismo-cognitivo-e-il-neo-riformismo
- https://journals.openedition.org/qds/2502
- https://eticaeconomia.it/il-capitalismo-dei-monopoli-intellettuali/
- https://www.retedeicomunisti.net/wp-content/uploads/2022/02/2017-07-sulle-orme-di-marx.pdf
- https://www.euronomade.info/appropriazione-di-capitale-fisso-una-metafora/
- https://docenti-deps.unisi.it/albertobattistini/wp-content/uploads/sites/20/2022/01/A-TRILOGY-TERZA-PARTE-.pdf
- https://www.consecutio.org/2013/10/razionalita-sviluppo-delle-forze-produttive-e-sfruttamento-cosa-puo-dirci-ancora-il-marxismo-analitico/
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Come il capitalismo cognitivo altera la relazione tra valore d'uso e valore di scambio
Il capitalismo cognitivo altera significativamente la relazione tra valore d'uso e valore di scambio, introducendo nuove dinamiche che mettono in discussione la teoria marxiana classica. Ecco i principali modi in cui questo avviene:
1.
La conoscenza, essendo una risorsa non rivale e non escludibile, tende a essere abbondante e gratuita. Tuttavia, il capitalismo cognitivo crea scarsità artificiale attraverso i diritti di proprietà intellettuale (brevetti, copyright), rendendo la conoscenza una merce scambiabile con un valore di scambio elevato, indipendentemente dal suo valore d'uso24.
2.
Nel capitalismo industriale, il valore di scambio era legato al tempo di lavoro necessario per produrre una merce. Nel capitalismo cognitivo, il valore di scambio è spesso dissociato dal valore d'uso perché la conoscenza può essere utilizzata simultaneamente da molti senza diminuire il suo valore d'uso, ma il suo valore di scambio è mantenuto alto attraverso il controllo monopolistico25.
3.
La creazione di rendite di monopolio attraverso i diritti di proprietà intellettuale permette di mantenere prezzi elevati per beni immateriali, anche quando il loro costo marginale è vicino a zero. Questo artificializza la scarsità, separando ulteriormente il valore di scambio dal valore d'uso26.
4.
La produzione immateriale (es. software, dati) rende difficile la misurazione del valore di scambio in termini di tempo di lavoro. Il valore è spesso determinato da fattori come la domanda e il controllo sul mercato, piuttosto che dal lavoro necessario per la produzione7.
5.
Il capitalismo cognitivo mette in crisi la legge del valore marxiana, che legava il valore di scambio al lavoro socialmente necessario. La conoscenza e le reti sociali diventano fonti di valore indipendenti dal tempo lavorativo, sfidando la teoria tradizionale del valore-lavoro34.
In sintesi, il capitalismo cognitivo altera la relazione tra valore d'uso e valore di scambio creando artificialmente scarsità, dissociando il valore di scambio dal valore d'uso, e rendendo difficile la misurazione del valore in termini di lavoro. Questo mette in discussione la teoria marxiana classica e richiede nuove categorie analitiche per comprendere le dinamiche del capitalismo contemporaneo.
Citations:
- https://gspi.unipr.it/sites/gspi/files/allegatiparagrafo/14-04-2015/fumagalli_capitalismo_cognitivo_0.pdf
- https://sites.units.it/etica/2017_3/VERCELLONE02.pdf
- https://leftcom.org/it/articles/1999-12-01/il-capitalismo-cognitivo-e-il-neo-riformismo
- https://effimera.org/reddito-gorz-vercellone/
- https://www.euronomade.info/la-legge-del-valore-nel-passaggio-dal-capitalismo-industriale-al-nuovo-capitalismo/
- https://www.lorenzopapa.eu/capitalismo-cognitivo/
- https://www.econstor.eu/bitstream/10419/87101/1/504228153.pdf
- https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_marxiana_del_valore
In che modo il capitalismo cognitivo altera la dinamica del plusvalore
Il capitalismo cognitivo altera la dinamica del plusvalore in diversi modi, introducendo nuove forme di estrazione del valore e mettendo in discussione la teoria marxiana classica. Ecco i principali aspetti di questa trasformazione:
1.
Nel capitalismo industriale, il plusvalore derivava principalmente dallo sfruttamento del lavoro manuale. Nel capitalismo cognitivo, il plusvalore si genera attraverso l'appropriazione di conoscenze collettive e l'utilizzo di algoritmi e piattaforme digitali per controllare e valorizzare le informazioni14.
2.
La sussunzione reale, che Marx descriveva come l'integrazione della tecnologia nel processo produttivo, assume una nuova forma:
-
Il capitale penetra le strutture mentali dei lavoratori, organizzando la creatività e l'innovazione attraverso algoritmi e metriche di produttività16.
-
Questo processo intensifica l'estrazione di plusvalore relativo, poiché la produttività aumenta senza necessariamente incrementare il tempo di lavoro necessario.
3.
La teoria marxiana del valore-lavoro è messa in discussione perché il valore non è più legato direttamente al tempo di lavoro. La conoscenza e le reti sociali diventano fonti di valore indipendenti dal tempo lavorativo, sfidando la legge del valore tradizionale14.
4.
Nel capitalismo cognitivo, il profitto tende a trasformarsi in rendita di monopolio attraverso i diritti di proprietà intellettuale. Questo significa che il capitale si appropria del plusvalore senza svolgere un ruolo diretto nel processo produttivo, agendo come un "vampiro" che sopravvive grazie alla rendita13.
5.
La vita stessa diventa forza lavoro, estendendo la giornata lavorativa oltre i limiti tradizionali. Questo porta a una sussunzione formale e a un'estrazione di plusvalore assoluto, poiché il tempo di lavoro non è più misurato in modo standardizzato1.
In sintesi, il capitalismo cognitivo altera la dinamica del plusvalore spostando l'attenzione dall'estrazione del valore attraverso il lavoro manuale a quella attraverso la conoscenza e le reti sociali, mettendo in discussione la teoria marxiana del valore-lavoro e introducendo nuove forme di sfruttamento basate sulla proprietà intellettuale e sul controllo algoritmico.
Citations:
- https://effimera.org/i-nuovi-processi-di-valorizzazione-del-capitalismo-contemporaneo-recensione-a-cognitive-capitalism-welfare-and-labour-the-commonfare-hypothesis-routledge-2019-di-elia-zaru/
- https://air.unimi.it/retrieve/dfa8b9a2-88be-748b-e053-3a05fe0a3a96/Lenigma-del-valore_Effimera_ebook-3.pdf
- https://sites.units.it/etica/2017_3/VERCELLONE02.pdf
- https://www.euronomade.info/la-legge-del-valore-nel-passaggio-dal-capitalismo-industriale-al-nuovo-capitalismo/
- https://journals.openedition.org/qds/2502
- http://www.ladeleuziana.org/wp-content/uploads/2015/12/Dughera.pdf
- https://docenti.unimc.it/stefano.perri/teaching/2022/26429/files/dispense-i-parte/04-karl-marx
- https://www.econstor.eu/bitstream/10419/87101/1/504228153.pdf
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Come il capitalismo cognitivo altera la relazione tra rendita e profitto
Il capitalismo cognitivo altera significativamente la relazione tra rendita e profitto, introducendo nuove dinamiche che mettono in discussione le categorie economiche tradizionali. Ecco i principali modi in cui questo avviene:
1.
Nel capitalismo cognitivo, il profitto tende a trasformarsi in rendita. Questo significa che il capitale si appropria del plusvalore senza svolgere un ruolo diretto nel processo produttivo, agendo come un "vampiro" che sopravvive grazie alla rendita12. La rendita diventa una forma dominante di appropriazione del valore, spesso legata ai diritti di proprietà intellettuale.
2.
I confini tra rendita e profitto si fanno sempre più labili. La rendita, tradizionalmente associata a forme di appropriazione non produttiva (es. rendita fondiaria), si fonde con il profitto d'impresa, che deriva dall'organizzazione del processo produttivo. Questo fenomeno è particolarmente evidente nella sfera cognitiva, dove il controllo sui brevetti e i diritti di proprietà intellettuale genera rendite di monopolio26.
3.
Per mantenere la logica della merce e del profitto, il capitalismo cognitivo crea scarsità artificiale attraverso i diritti di proprietà intellettuale. Questo permette di generare rendite di monopolio anche in settori dove il costo marginale della produzione è vicino a zero, come nel caso dei beni digitali1.
4.
La trasformazione del profitto in rendita è legata alla crisi della legge del valore, che nel capitalismo industriale legava il valore delle merci al tempo di lavoro necessario per produrle. Nel capitalismo cognitivo, il valore è spesso determinato da fattori come la domanda e il controllo sul mercato, piuttosto che dal lavoro necessario25.
5.
La fusione tra rendita e profitto porta a nuove forme di sfruttamento, dove il capitale si appropria del valore creato dalla cooperazione sociale e dalla conoscenza collettiva senza contribuire direttamente alla produzione. Questo processo è reso possibile dalle piattaforme digitali e dagli algoritmi che organizzano e controllano il lavoro cognitivo47.
In sintesi, il capitalismo cognitivo altera la relazione tra rendita e profitto facendo tendere il profitto a trasformarsi in rendita, confondendo i confini tra queste due categorie economiche e creando nuove forme di sfruttamento basate sulla proprietà intellettuale e sul controllo algoritmico.
Citations:
- https://sites.units.it/etica/2017_3/VERCELLONE02.pdf
- https://effimera.org/i-nuovi-processi-di-valorizzazione-del-capitalismo-contemporaneo-recensione-a-cognitive-capitalism-welfare-and-labour-the-commonfare-hypothesis-routledge-2019-di-elia-zaru/
- https://www.openstarts.units.it/bitstreams/7374eac3-d98f-4eaa-86ee-f04672c67423/download
- https://gspi.unipr.it/sites/gspi/files/allegatiparagrafo/14-04-2015/fumagalli_capitalismo_cognitivo_0.pdf
- https://www.euronomade.info/la-legge-del-valore-nel-passaggio-dal-capitalismo-industriale-al-nuovo-capitalismo/
- https://www.econstor.eu/bitstream/10419/87101/1/504228153.pdf
- https://www.cemti.fr/la-recherche/publications/2009-lavoro-distribuzione-del-reddito-e-valore-nel-capitalismo-cognitivo/
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