Il legame inscindibile del capitalismo con la guerra di Domenico Moro
Il legame inscindibile del capitalismo con la guerra
di Domenico Moro
IN LABORATORIO per il socialismo del XXI secolo
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Certo! Ecco la presentazione breve e una scheda analitica sintetica del saggio "Il legame inscindibile del capitalismo con la guerra" di Domenico Moro:
📌 Presentazione breve
Nel suo saggio, Il legame inscindibile del capitalismo con la guerra, Domenico Moro esplora il nesso strutturale tra guerra e capitalismo, sostenendo che i conflitti armati non sono eventi accidentali ma strumenti funzionali alla sopravvivenza e alla rigenerazione del sistema capitalistico. Partendo dalla legge marxiana della caduta tendenziale del saggio di profitto, Moro individua nella spesa militare e nella distruzione bellica una via d’uscita sistemica dalle crisi di sovraccumulazione. La tesi è che le guerre — storiche e contemporanee — rappresentano momenti cruciali per ristabilire l’accumulazione capitalistica. Il saggio, con riferimenti a Marx, Baran e Sweezy, collega la crisi attuale all’escalation militare globale e ai piani di riarmo USA, NATO ed europei, configurando la guerra come “stimolo esterno” strutturalmente integrato nell’economia del capitale.
📊 Scheda analitica sintetica
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Titolo: Il legame inscindibile del capitalismo con la guerra
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Autore: Domenico Moro
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Tema centrale:
Il capitalismo maturo è intrinsecamente legato alla guerra come strumento per uscire dalle crisi economiche, in particolare quelle generate dalla sovraccumulazione di capitale.
🧩 Struttura e argomentazione
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Origine strutturale della guerra:
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La guerra nasce con la divisione in classi sociali ma diventa strutturalmente economica col capitalismo.
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Solo il capitalismo produce guerre mondiali e armi di distruzione di massa.
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La crisi e la spesa militare:
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Nelle fasi di crisi, la spesa bellica diventa un volano per la ripresa capitalistica.
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Crescita della spesa militare USA, europea e tedesca come risposta alla crisi attuale.
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Legge della caduta tendenziale del saggio di profitto (Marx):
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Aumento della composizione organica del capitale → calo del saggio di profitto → crisi.
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Fattori antagonisti (sfruttamento, mercati esterni) non bastano a lungo termine.
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Imperialismo e guerra:
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La globalizzazione capitalistica comporta espansione esterna, competizione tra stati e militarizzazione.
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La guerra diventa lo strumento estremo per distruggere capitale sovraccumulato e rilanciare l'accumulazione.
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Funzione rigeneratrice della guerra (Baran e Sweezy):
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Le guerre agiscono come “stimolo esterno” per superare le depressioni economiche.
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Esempi storici: Prima e Seconda guerra mondiale, con focus sul ruolo degli USA.
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Caso USA:
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La potenza egemone mantiene una spesa militare strutturale anche in tempi di pace.
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Il complesso militare-industriale come stabilizzatore macroeconomico.
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📎 Riferimenti teorici chiave
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Karl Marx (legge della caduta del saggio di profitto, accumulazione capitalistica)
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Paul A. Baran e Paul M. Sweezy (Il capitale monopolistico)
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David Harvey (globalizzazione come spatial fix)
🌍 Chiave geopolitica
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La competizione interstatale si acuisce in fase di crisi.
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Il riarmo di USA, UE, NATO, Germania si configura come un ritorno a politiche imperialiste.
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La conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina viene letta come occasione di profitti capitalistici.
🧠 Tesi conclusiva
La guerra è parte integrante della logica capitalistica. Non una deviazione o una patologia, ma uno dei suoi principali dispositivi rigenerativi.
Se vuoi, posso ora sviluppare anche un confronto con altri autori o una contestualizzazione geopolitica allargata. Vuoi proseguire in quella direzione?
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