Accordi fuffa: la deindustrializzazione Usa è irreversibile

 

Accordi fuffa: la deindustrializzazione Usa è irreversibile

di Joseph Halevi*

Joseph Halevi: Accordi fuffa: la deindustrializzazione Usa è irreversibile

Deepseek

Occhiello

La crisi industriale statunitense e l'incapacità europea di opporsi a un sistema di dipendenza strutturale.


Abstract

L’articolo analizza l’irreversibile deindustrializzazione degli Stati Uniti, evidenziando come la perdita di know-how e la finanziarizzazione dell’economia abbiano reso impossibile una reindustrializzazione. Parallelamente, l’Europa – priva di autonomia politica e strategica – si allinea supinamente agli interessi statunitensi, accettando accordi commerciali asimmetrici ("fuffa") che aggravano la sua subordinazione. Halevi critica l’assenza di una visione produttiva nei leader europei e la miopia delle istituzioni Ue, nate per gestire conflitti interni anziché creare un sistema economico integrato. Il caso del Giappone, costretto a esportare dagli USA dopo la guerra, completa il quadro di un’egemonia americana che impone costi globali, pur nella sua declinante capacità industriale.


Scheda sintetico-analitica

1. Tesi centrale

La deindustrializzazione degli USA è strutturale e irreversibile a causa della delocalizzazione produttiva e della perdita di controllo sulle filiere. L’Europa, senza autonomia energetica o politica, subisce accordi imposti (es. acquisto di gas e armi) che mascherano l’incapacità americana di soddisfare tali domande.

2. Argomenti chiave

  • Fallimento della reindustrializzazione USA: Le corporation hanno esternalizzato la produzione (es. auto in Messico/Canada), perdendo competenze. Settori strategici (difesa, aeronautica) non hanno capacità produttiva sufficiente.

  • Europa come vassallo: Assenza di leadership autonome (da Kohl in poi) e accettazione di dipendenza energetica (es. silenzio sul sabotaggio di North Stream). Gli accordi Ue-USA sono "fuffa" (es. clausola che affida al governo USA la gestione degli investimenti giapponesi).

  • Errori storici Ue: Dal 1960, l’Europa ha privilegiato competizione interna (stop-and-go) over cooperazione, rendendo gli USA il principale sbocco commerciale. Lo SME ha consolidato il surplus tedesco, aggravando squilibri.

  • Caso Giappone: Obbligato dagli USA a esportare dal 1955, ha innovato ma è rimasto intrappolato in dinamiche di dipendenza.

3. Esempi emblematici

  • Accordi asimmetrici: L’acquisto di gas e armi dagli USA non tiene conto della capacità produttiva reale.

  • Delocalizzazioni: Automotive USA in Messico (salari bassi) e Canada (costi sociali ridotti).

  • Piloti europei: Draghi e Prodi criticati per l’approccio finanziarizzato, senza comprensione della produzione materiale.

4. Prospettive critiche

  • USA: Dominio finanziario ("i problemi sono vostri, i dollari nostri") nasconde il declino industriale.

  • Europa: Senza politiche energetiche o industriali autonome, scarica i costi sulla popolazione.

  • Alternative: Solo la Cina gestisce i dollari con autonomia, riducendo l’esposizione ai Treasury.

5. Conclusione

Il sistema euro-atlantico è in un vicolo cieco: gli USA non possono recuperare la base industriale, mentre l’Europa, prigioniera di élite tecnocratiche, rinuncia a qualsiasi sovranità. La "fuffa" degli accordi nasconde una realtà di declino condiviso.


Fonte: Joseph Halevi, Accordi fuffa: la deindustrializzazione Usa è irreversibile, intervento su OttolinaTv.

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