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Otto tesi sulla via cinese alla modernizzazione e nuove forme di civiltà umana Paolo Ferrero

 

Otto tesi sulla via cinese alla modernizzazione e nuove forme di civiltà umana

(Foto di Wikimedia Commons)

Nell’ambito del Forum accademico internazionale su “La modernizzazione cinese e un nuovo modello di progresso umano”, tenutosi a Hangzhou (Cina) il 7 novembre 2025, ho tenuto la seguente relazione.

1) La civiltà umana a livello mondiale sta attraversando una profonda transizione che ha messo in crisi gli equilibri che caratterizzavano la fase precedente.

2) Questo cambiamento riguarda in primo luogo un fatto assolutamente positivo e cioè il venir meno della posizione di dominio del capitalismo occidentale sul resto del mondo.

3) Il declino dell’Occidente capitalistico si riassume nella fine di tre grandi cicli storici:

a) In primo luogo è finito il ciclo politico breve, cominciato nel 1989 con il crollo dell’Unione Sovietica, che aveva reso possibile un dominio unipolare degli Stati Uniti, ed era fondato sul dominio incontrastato della grande finanza nel quadro del progetto politico ed ideologico neoliberista. La globalizzazione neoliberista, nel suo sviluppo, ha dialetticamente eroso le basi su cui si reggeva questo dominio unipolare: l’esito della guerra in Ucraina come il fallimento delle sanzioni economiche ad essa connesse ne hanno sancito la fine.

b) In secondo luogo è finito il ciclo finanziario di dominio del dollaro cominciato nel 1944 con Bretton Woods e accentuato nel 1971 con la fine della convertibilità del dollaro in oro. Oggi il dollaro continua ad essere la valuta più importante a livello mondiale ma non è più in grado di esercitare il ruolo dominante e disciplinante che ha avuto fino a pochi anni fa. Lo sviluppo dei paesi del Sud del mondo e quello cinese in particolare hanno rovesciato questa situazione.

c) In terzo luogo è finito il lungo ciclo storico iniziato a fine del 1400 con la nascita del capitalismo e del colonialismo occidentali. Senza aprire qui una valutazione generale sui sistemi sociali che caratterizzano oggi l’economia mondo, mi pare evidente che la fine di questo lungo ciclo non possa essere descritta unicamente come una transizione all’interno del capitalismo, ma piuttosto come un processo dialettico di mutamento dei rapporti di forza tra aree e paesi e nel contempo di crisi dei rapporti sociali capitalistici stessi.

4) Questo grande sommovimento ha i suoi fondamenti nelle secolari lotte del movimento operaio mondiale e nel processo di decolonizzazione che i popoli del Sud del mondo hanno realizzato nel corso dell’ultimo secolo. All’interno del contesto determinato dalla lunga lotta anticapitalista e antimperialista, quattro sono state le cause scatenanti specifiche che hanno oggi reso possibile la rottura degli equilibri mondiali.

a) La prima è la difficoltà del capitalismo di riprodurre il rapporto di valore, il lavoro salariato e conseguentemente la merce come forma universale di soddisfacimento dei bisogni umani. La vera e propria crisi organica che ha investito le società occidentali dopo la mancata risposta alle domande di libertà insite nel ciclo di lotta degli anni 68/69 ci parla di questa difficoltà. Il neoliberismo – una sorta di estremismo capitalistico caratterizzato dal supersfruttamento, dalla superfinanziarizzazione e della dissoluzione di ogni legame comunitario a livello sociale – con la globalizzazione dei rapporti sociali capitalistici ha nei fatti aggravato questa crisi organica.

b) La seconda è la modernizzazione cinese, che a partire dalla vittoria della rivoluzione nel 1949, ha perseguito l’obiettivo di costruire una vera autonomia e indipendenza politica del paese. La modernizzazione, intrecciandosi con la globalizzazione neoliberista se da un lato ha incorporato elementi propri dello sfruttamento capitalistico, dall’altra è stata in grado di far derivare dallo sviluppo economico uno sviluppo tecnologico, militare, finanziario, umano. Questa capacità ha fortemente rafforzato l’autonomia complessiva e l’indipendenza politica del paese. In questo modo la Cina è diventata una grande potenza ed ha sconvolto gli equilibri preesistenti.

c) La terza è la ripresa da parte della Russia di un proprio ruolo autonomo ed indipendente dopo la fase di asservimento successiva al crollo del muro di Berlino. La Russia, non solo ha evitato il tentativo occidentale di disgregare la sua unità statuale ma ha ricostruito un proprio reale potere politico, militare, economico.

d) La quarta causa scatenante del declino occidentale, è la nascita dei BRICS che negli ultimissimi anni hanno svolto un importante ruolo di contrappeso alle élites occidentali a livello mondiale e di punto di riferimento per molti paesi del Sud del mondo. I BRICS hanno saputo indicare una strada universalistica, proponendo soluzioni utili e praticabili a livello mondiale in un’ottica di pace e coesistenza pacifica fondata sulle regole e non sulla sopraffazione.

5) Siamo quindi all’interno di una vera e propria transizione epocale che riguarda gli assetti sociali e mondiali. Il punto oggi in discussione non è solo quale sia la potenza egemone nell’ambito capitalistico ma complessivamente il ridisegno delle relazioni tra gli individui, le classi, i popoli e le nazioni a livello globale.

6) I tentativi delle classi dominanti occidentali di impedire questo passaggio determinano una situazione gravida di rischi tra cui quello di arrivare ad una vera e propria guerra mondiale distruttiva dell’umanità. Il declino dell’occidente capitalista e la non volontà delle classi dirigenti occidentali di accettare – e di gestire – questa nuova situazione è all’origine del caos mondiale e dei rischi di Terza Guerra Mondiale.

7) In questo quadro il ruolo che la Cina è chiamata a svolgere è molto rilevante. Ritengo infatti che la possibilità di evitare la terza guerra mondiale dipenda principalmente da tre fattori.

a) La ricostruzione in occidente di una tendenza storica, di un movimento reale che – nella scia del movimento operaio e comunista e rappresentando gli interessi dei popoli occidentali – riprenda con forza la lotta per l’eguaglianza e si ponga l’obiettivo di costruire un mondo multipolare fondato sulla pace e sulla cooperazione. Oggi le principali correnti politiche occidentali organizzate attorno al sistema elettorale bipolare – centrodestra e centrosinistra – sono inutilizzabili a tal fine perché, pur con le evidenti differenze, sono complessivamente espressione delle classi dominanti. La ricostruzione su una base di massa di questa coalizione contro la guerra e il neoliberismo non è per nulla semplice ma rappresenta lo snodo fondamentale affinché il movimento comunista occidentale possa tornare a svolgere un ruolo positivo nel processo di liberazione delle classi subalterne a livello nazionale e globale.

b) La capacità da parte dei paesi del Sud globale di costruire un percorso fermo ma dialogante nei confronti dell’occidente, al fine di gestire pacificamente la transizione, proponendo vie di uscita anche a chi non le riconosce e non le vuole praticare. Da questo punto di vista la politica estera cinese e complessivamente le proposte e la pratica dei BRICS si muovono in questa positiva direzione.

c) La capacità di mantenere una stretta alleanza tra Cina e Russia è la condizione per rendere non conveniente – e quindi difficilmente praticabile – alle élites occidentali la strada della guerra come mezzo per cercare di conservare i propri privilegi.

La realizzazione di queste tre condizioni – di cui due riguardano in prima persona la Cina – può a mio parere oggi impedire alle élites occidentali l’uso della guerra mondiale come strada per tentare di conservare i propri privilegi. Si tratta di un obiettivo decisivo ed importantissimo ma insufficiente perché darebbe luogo ad una situazione comunque instabile, fondata sull’equilibrio del terrore, che non impedirebbe la spartizione del mondo in aree di influenza e la pratica di guerre regionali.

8) Per determinare un nuovo equilibrio e quindi una nuova forma di civiltà umana è necessario fare un passo in avanti e arrivare ad un reale multipolarismo fondato sulla giustizia e sulla cooperazione. A tal fine servono a mio parere due condizioni ulteriori.

a) Che le lotte dei popoli, rafforzate dal meccanismo della deterrenza e del dialogo internazionale, riescano ad impedire la spartizione del mondo in aree di influenza autoritariamente determinate. In primo luogo si tratta oggi di impedire che gli Stati Uniti possano esercitare un dominio arbitrario e dispotico sul complesso del continente americano. Nella logica della riedizione da parte del governo statunitense della dottrina Monroe, le minacce militari al Venezuela costituiscono la prima tappa della restaurazione di un arbitrario dominio statunitense su tutti gli altri paesi dell’America Latina e del Caribe. Per impedire questa pratica predatoria, in tutto il mondo, il ruolo che possono svolgere le nazioni che operano per il multipolarismo, a partire dalla Cina, non è piccolo.

b) Che il movimento europeo contro la guerra e il neoliberismo, oltre a combattere le attuali classi dominanti europee, sia in grado di conquistare l’indipendenza politica, economica e militare dell’Europa dagli Stati Uniti. Solo su questa base è possibile determinare uno sviluppo europeo egualitario, autonomo dagli interessi delle classi dominanti degli Stati Uniti e nel contempo porre le basi per la realizzazione di una Europa che vada dall’Atlantico agli Urali. Una Europa che liberandosi dal fardello della NATO, sia in grado di declinare la costruzione della sicurezza come garanzia indivisibile, che riguardi tutta l’Europa, Russia compresa. Un’altra Europa che sia in grado – a partire dalla propria storia di lotta per la libertà e l’eguaglianza – di operare per un mondo multipolare di cooperazione e di pace.

Costruendo queste convergenze confido si possano porre le condizioni per nuove forme di civiltà umana, per una nuova tappa per la lotta per il socialismo a livello mondiale a cui la modernizzazione cinese possa dare un contributo significativo.




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Per il tuo blog: Occhiello/Focus

Titolo (possibile): La Cina non si ferma all'economia: le "8 Tesi" per una nuova civiltà umana.

Sottotitolo (possibile): Un'analisi ambiziosa svela la Via Cinese alla Modernizzazione non come un semplice modello di sviluppo, ma come un progetto globale alternativo per il futuro dell'umanità.


Testo della Presentazione:

Nel panorama globale, dove le crisi si moltiplicano e i modelli tradizionali mostrano la corda, si fa sempre più insistente una domanda: esiste un'alternativa?

Un articolo profondo e provocatorio, pubblicato su Pressenza, prova a dare una risposta partendo da un punto di vista spesso frainteso o ridotto a stereotipo: la Via Cinese alla Modernizzazione.

Questo non è il solito reportage sulla crescita economica. L'analisi si spinge ben oltre, articolandosi in "8 Tesi" che descrivono un progetto di civiltà a tutto tondo. Un modello che:

  • Rifiuta la "Scatola Nera" del pensiero unico occidentale, proponendo invece un approccio basato su un "Sistema Aperto" di valori e pratiche.

  • Punta a una "Modernizzazione Olistica", dove lo sviluppo materiale, culturale, sociale e ambientale procedono di pari passo.

  • Mette al centro non l'individuo isolato, ma la "Persona In-Relazione", inserita in una rete di comunità e responsabilità condivise.

  • Propone una nuova forma di "Democrazia Integrale", che va oltre il voto periodico, enfatizzando la partecipazione continua e la buona governance.

  • Lancia una sfida ecologica con il concetto di "Civiltà Ecologica", presentando la sostenibilità non come un limite, ma come un nuovo paradigma di progresso.

Questo focus è un invito a guardare alla Cina con uno sguardo libero dai pregiudizi più comuni. Che si sia d'accordo o meno, il modello che descrive si propone come una risposta sistemica alle sfide del nostro tempo, dall'ineguaglianza alla crisi climatica, fino alla ricerca di un significato condiviso.

Un articolo imperdibile per chi vuole comprendere le ideologie e le visioni del futuro che si contenderanno la guida del XXI secolo.

Leggi l'analisi integrale e valuta tu stesso: siamo di fronte a una via praticabile per una nuova civiltà umana?

Ottto tesi sulla Via Cinese alla Modernizzazione e nuove forme di civiltà umana - Pressenza


Per te (blogger): Perché segnalare questo articolo?

  • Attualità e Profondità: Va oltre la cronaca e offre una cornice teorica per interpretare le azioni della Cina sulla scena mondiale.

  • Spunti di Dibattito: Le "8 Tesi" sono perfette per generare discussioni tra i tuoi lettori. Puoi chiedere loro: "Quale tesi trovi più convincente? Quale più controversa?"

  • Prospettiva Non Allineata: Presenta un punto di vista che sfida il mainstream occidentale, arricchendo il dibattito sul tuo blog.

  • Taglio Filosofico-Politico: Si adatta bene a blog che trattano di geopolitica, filosofia, sociologia e futurologia.

Suggerimento finale: Potresti accompagnare questo occhiello con una domanda diretta ai tuoi lettori per incoraggiare i commenti, come: "La Via Cinese è un modello esportabile o un'eccezione culturale?" o "Democrazia integrale o democrazia liberale: quale ritieni più resiliente per il futuro?".

In bocca al lupo per il tuo blog


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COPILOT

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Sì, nel marzo 2025 si sono concluse le “Due Sessioni” cinesi, durante le quali sono stati presentati lo stato attuale della Cina e i programmi di governo per i prossimi anni, inclusi i contenuti del nuovo XV Piano Quinquennale.

Ecco una panoramica dettagliata:


🏛️ Le “Due Sessioni” cinesi: cosa sono

  • Si tratta delle riunioni annuali dell’Assemblea Nazionale del Popolo (ANP) e della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese (CCPPC).
  • Si svolgono ogni anno a marzo e rappresentano il momento più importante della pianificazione politica e legislativa della Cina.
  • Nel 2025 si sono tenute tra il 4 e l’11 marzo ISPI - Istituto per gli Studi di Politica Internazionale.

📊 Temi principali emersi nel 2025

  • Bilancio e stabilità economica: il governo ha puntato su una crescita prudente, con obiettivi di sviluppo sostenibile e controllo del debito China Briefing.
  • Innovazione tecnologica: grande enfasi su intelligenza artificiale, tecnologie emergenti e autonomia digitale, con investimenti mirati alla formazione di talenti e alla riduzione della dipendenza esterna la Repubblica.
  • Riforme legislative: sono stati annunciati cambiamenti normativi per rafforzare la governance e migliorare l’ambiente imprenditoriale China Briefing.
  • Inclusività e coesione sociale: attenzione alla riduzione delle disuguaglianze e al rafforzamento della sicurezza sociale cese-m.eu.

📅 XV Piano Quinquennale (2026–2030)

  • Presentato in ottobre 2025, il nuovo piano definisce le priorità strategiche per il prossimo lustro italian.cgtn.com.
  • Obiettivi chiave:
    • Sviluppo verde e transizione ecologica.
    • Leadership tecnologica globale.
    • Espansione del mercato interno e rafforzamento della domanda.
    • Sicurezza nazionale e resilienza geopolitica.

🌐 Implicazioni internazionali

  • La Cina si propone come modello alternativo di governance, con un approccio centralizzato ma flessibile.
  • Le riforme sono pensate anche per attrarre investimenti esteri, pur mantenendo il controllo strategico su settori chiave.

Se vuoi, posso approfondire uno dei temi specifici come l’IA, la politica estera o le riforme economiche. Ti interessa un focus particolare?


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Le Due sessioni del 2025: la Cina tra rischi e opportunità  | ISPI



9 Giu 2025

Le Due sessioni del 2025: la Cina tra rischi e opportunità 

Nel cuore di un anno cruciale per la pianificazione economica e politica cinese, le Due Sessioni del 2025 tracciano il bilancio del quattordicesimo Piano quinquennale e delineano le priorità per il futuro tra sviluppo interno, sfide globali e nuova leadership USA.

Le sessioni annuali dell’Assemblea nazionale del popolo (Anp) e della Conferenza politica consultiva del popolo cinese (Cpcpc) – definite comunemente “Due sessioni” – si sono tenute anche nel 2025 nel mese di marzo (5-11 la prima, 4-10 la seconda). I loro lavori e in particolare quelli dell’Anp – l’organo supremo del potere statale, come recita la Costituzione cinese – sono stati seguiti con particolare attenzione per diverse ragioni. Innanzitutto, il 2025 è l’anno di conclusione dell’attuale piano quinquennale (“Piano per lo sviluppo economico e sociale 2021-2025”), e quindi momento particolarmente importante e delicato per un bilancio di massima, prima dell’avvio del prossimo piano 2026-2030. In secondo luogo, questa sessione è la prima dopo il fondamentale terzo plenum del Comitato centrale (Cc) del Partito comunista cinese (Pcc) dello scorso luglio: è quindi la prima importante occasione per una valutazione della realizzazione concreta degli obiettivi politici principali definiti dal plenum. Infine, il panorama internazionale sempre più preoccupante e in continua trasformazione conferisce ulteriore rilievo alle Due sessioni, in particolare con la recente ascesa di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti (Usa).  

In questo capitolo si presentano i temi e le questioni principali affrontate nel corso dei lavori dell’Anp. Per quanto concerne i lavori della Cpcpc, si sottolinea il carattere consultivo di tale organismo, il cui Comitato nazionale è espressione di una ampia varietà di esperienze politiche, sociali e culturali: partiti politici “minori” (oltre al Pcc), organizzazioni sociali, gruppi etnici, compatrioti di Hong Kong, Macao e Taiwan, singole personalità ma soprattutto esperti, professionisti e dirigenti d’azienda, rimandando per approfondimenti ad alcune letture selettive.1 

Il quattordicesimo Piano quinquennale e le sfide ed opportunità del 2025: uno sguardo generale 

È innanzitutto importante ricordare come il piano 2021-2025 mettesse al centro una serie di obiettivi che miravano ad invertire la passata enfasi fortemente quantitativa sulla crescita economica. Il piano ha infatti posto al centro gli obiettivi della sostenibilità della crescita e del miglioramento della qualità della vita. Più in generale, tale piano ha rappresentato e rappresenta un passaggio chiave verso l’obiettivo, fissato per il 2035, di quel percorso di sviluppo che è stato definito dalle autorità cinesi come “un nuovo viaggio verso il secondo obiettivo del centenario di costruire una moderna società socialista sotto tutti gli aspetti”.2 Il riferimento è al più ampio obiettivo , da raggiungere entro il centenario della fondazione della Rpc che cadrà nel 2049, di costruire per l’appunto una moderna società socialista sotto tutti gli aspetti: ambizione da realizzare attraverso due tappe intermedie nel 2021 (centenario della fondazione del Pcc) e nel 2035. 

Il Rapporto sul lavoro del governo presentato all’Anp come ogni anno dal premier, Li Qiang, è articolato in 3 punti: una panoramica sul lavoro svolto nel 2024; una serie di indicazioni ed esigenze inerenti allo sviluppo economico-sociale per il 2025; e i compiti principali per l’anno in corso. 3 Nel suo intervento, Li Qiang ha innanzitutto posto l’accento sull’esigenza di combinare “mantenimento della stabilità e conquista di progressi” continuando lungo il percorso tracciato verso una crescita di alta qualità. In tale ambito, l’attenzione dovrà essere rivolta in particolar modo a stimolare la domanda interna, integrare innovazione industriale e tecnologica, e gestire con attenzione i rischi principali e gli shock esterni, preparando in tal modo solide basi per il prossimo piano quinquennale.  Tra le priorità evidenziate, figurano: una politica fiscale più proattiva che includa un rafforzamento della disciplina fiscale accompagnata dall’eliminazione di spese “inutili”; una politica monetaria “moderatamente accomodante” che punti ad abbassare i costi finanziari, accrescere la disponibilità di servizi finanziari e contribuire ad un contesto economico più dinamico ma anche più stabile; e una maggiore “sincronizzazione politica” che intrecci positivamente strategie fiscali, monetarie, industriali, commerciali, ambientali e occupazionali, con l’obiettivo di venire incontro e dare forma alle aspettative del mercato. 

Per l’anno in corso, la leadership cinese ha fissato alcuni traguardi essenziali da raggiungere: una crescita del Pil attorno al 5%, un tasso di disoccupazione urbana a circa il 5,5% e la creazione di oltre 12 milioni di nuovi posti di lavoro nelle aree urbane. Al centro dell’agenda politica per l’anno in corso sono stati individuati 10 obiettivi generali. Si tratta di una lista di esigenze molto generiche, tra cui spicca come prioritaria la necessità di stimolare i consumi ed espandere la domanda interna in modo che quest’ultima diventi “il fattore determinante della crescita economica”.  

Pur non nascondendo un cauto ottimismo, il premier cinese non ha mancato di mettere in guardia dal fatto che “i compiti relativi allo sviluppo economico e sociale di quest’anno sono molto pesanti”. Sul fronte interno la sfida principale è quella di una ripresa ancora fragile su cui pesano problemi come la crescita dei redditi, l’occupazione, le carenze nei pubblici servizi, e le tensioni finanziarie a livello dei governi locali. Sul fronte internazionale, le difficoltà derivano da fattori quali il rallentamento dell’economia globale, il crescente unilateralismo e protezionismo, e la “guerra dei dazi”. 

Per quanto riguarda gli investimenti esteri, nel Rapporto si conferma il rinnovato impegno a rendere sempre più la Cina un “robusto centro finanziario globale”. Particolare attenzione viene riservata ai settori della tecnologia, salute e educazione al fine di creare un contesto attraente per le imprese straniere. Di fronte alle crescenti sfide poste dall’impatto dei dazi statunitensi, il governo ha sottolineato la necessità di mettere in campo tutte le misure per facilitare sempre più la partecipazione straniera, soprattutto nelle catene di approvvigionamento in campo industriale della Cina – considerate elemento vitale ai fini della stabilità sia a breve che a lungo termine del paese.  

A tal fine, il governo ha individuato alcuni strumenti importanti: le Free trade zones Free trade ports, ad oggi salite a 21 dopo la loro introduzione nel 2013, e l’espansione delle partnership internazionali. La stessa programmazione dell’attività legislativa per il 2025 vede al centro – come sottolineato da Zhao Leji, presidente del Comitato permanente dell’Anp4 – l’approvazione o modifica di una serie di leggi e regolamenti direttamente o indirettamente collegate con l’esigenza di agevolare, stimolare e fornire maggiori garanzie all’attività dell’economia privata e degli imprenditori stranieri. Tra queste, la Law of the People’s republic of China on promoting the private economy, approvata in via definitiva il 30 aprile nel corso dei lavori del Comitato permanente dell’Anp, che mira a fornire forti garanzie e stimoli al settore dell’economia privata. Inoltre, sono previsti emendamenti e modifiche ad una serie di leggi collegate alle relazioni economiche con l’estero e che dovrebbero facilitare l’azione delle compagnie straniere (la Maritime law, la Foreign trade law e la Arbitration law). Infine, è stato annunciato l’aggiornamento della China cybersecurity law, approvata nel 2017 ma che necessita di adeguamenti ed aggiornamenti alla luce dei cambiamenti intervenuti sia per quanto riguarda le esigenze di sicurezza interna ed internazionale, sia per quanto riguarda la sovrapposizione normativa con altre leggi e regolamenti approvate successivamente quali la Data security law e la Personal information protection law.   

Oltre alla presentazione del Rapporto sul lavoro del governo, i deputati cinesi sono stati impegnati durante le sessioni di marzo nella discussione e approvazione di importanti documenti, tra cui: il rapporto sullo schema del Piano per lo sviluppo economico e sociale 2025; il rapporto sullo schema di bilancio per il governo centrale e i governi locali; il rapporto sul lavoro del Comitato permanente dell’Anp, della Corte suprema del popolo e della Procura suprema del popolo.5 A quanto risulta e in linea con le attese, il Rapporto di Li Qiang e gli altri rapporti sono stati approvati unanimemente dagli oltre 2800 deputati convenuti a Pechino.  

Le priorità della Cina: economia, innovazione tecnologica, spesa sociale  

Oltre alle questioni di politica economica legate al Piano quinquennale e al suo completamento nell’anno in corso, al centro dei lavori della sessione annuale dell’Anp e delle decisioni adottate sono stati una serie di questioni rilevanti, tra cui l’innovazione tecnologica e gli investimenti nel campo dell’educazione e del welfare.6 Per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, lo schema di bilancio per il 2025 prevede una serie di misure specifiche sul piano degli investimenti. Tra le principali iniziative figurano: promozione di uno sviluppo di alta qualità in aree chiave del settore manifatturiero; potenziamento e aggiornamenti nel settore delle attrezzature e apparecchiature; sostegno alla creazione di fondi di garanzia contro i rischi d’investimento, per attrarre maggiori capitali privati nei settori tecnologici; fondi speciali, appalti pubblici e agevolazioni fiscali a sostegno delle imprese impegnate nei progetti nazionali in campo tecnologico; sviluppo di piccole e medie imprese specializzate e innovative attraverso il sostegno alla loro trasformazione digitale. La crescente attenzione al settore è testimoniata altresì dai costanti riferimenti all’innovazione tecnologica da parte dei leader cinesi nel corso delle sessioni di lavoro, nonché dalla partecipazione personale dello stesso Xi Jinping a varie riunioni dedicate al tema. In questo quadro Xi ha anche rivolto un forte appello alla provincia del Jiangsu – uno dei più importanti centri economici nazionali – ad assumere la guida del processo di integrazione tra tecnologia e industria. 

Una particolare attenzione è stata riservata anche al rapporto delle misure di sostegno e di riforma del settore delle scienze e dell’istruzione con l’innovazione tecnologica. Tra le misure previste: l’aumento della spesa per l’istruzione a livello centrale; l’incremento dei sussidi agli studenti; la lotta contro le disparità regionali e tra città e campagna; l’adeguamento della formazione professionale per migliorane il rapporto con le esigenze del mercato. In una serie di incontri con esperti e rappresentanti del settore dell’istruzione, Xi ha ribadito il ruolo cruciale del sistema educativo nel sostenere l’innovazione tecnologica e lo sviluppo dei talenti, chiedendo che tale sistema si allinei con le esigenze moderne anche attraverso la riforma della governance dell’istruzione. In tale ottica, un forte appello è stato rivolto per una maggiore collaborazione tra università, imprese e governi locali al fine di rafforzare il legame tra educazione e sviluppo economico e allo stesso tempo promuovere l’apprendimento permanente e la creazione di una società basata sulla conoscenza.  

Il progetto di bilancio prevede inoltre varie politiche di sostegno finanziario volte a migliorare la sanità pubblica e i servizi sanitari, ivi inclusa la medicina tradizionale cinese. Sono tra l’altro previste misure per incrementare i sussidi per l’assistenza sanitaria dei residenti urbani e rurali, sviluppare un sistema di assicurazione per l’assistenza a lungo termine, progetti pilota per migliorare l’assistenza agli anziani nelle aree rurali, e la creazione ed estensione di reti di sicurezza sociale per le popolazioni vulnerabili. A parte tali priorità, altri importanti temi emersi dai rapporti e dal dibattito di marzo, sono le forze armate cinesi e Taiwan.  

Per quanto riguarda il settore militare, nel rapporto di Li Qiang appare una sostanziale continuità rispetto all’anno precedente. Tre ambiti risultano particolarmente enfatizzati: la lotta contro la corruzione la cui gravità è esplosa proprio nel 2024 interessando parte dei vertici dell’Esercito popolare di liberazione; l’esigenza di sviluppare il sistema di informatizzazione e di applicazione delle nuove tecnologie, a cominciare dall’intelligenza artificiale, (obiettivi primari della leadership cinese nel settore militare); e la necessità di dotarsi di un nuovo approccio teorico militare che rispecchi gli sviluppi tecnologici.7 

Quanto a Taiwan, il rapporto del premier cinese appare, quantomeno nel linguaggio, più attento al tema della cooperazione economico-culturale tra Pechino e Taipei, anche se nel corso degli ultimi mesi le tensioni sono persistite. In linea con questa impostazione, nel febbraio del 2025, Wang Huning, presidente della Cpcpc, durante la Conferenza di lavoro su Taiwan aveva sottolineato come, pur mantenendo ferma la posizione secondo cui l’isola fa parte della Cina, fosse necessario fare ogni sforzo per creare migliori condizioni per sostenere l’attività degli uomini d’affari e imprenditori taiwanesi nella Rpc e attrarre giovani cittadini dell’isola.8 

Fig. 1 – Contenuto e linee di politica economica avanzate durante le Due sessioni in Cina (2021-2025) 

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Dalla teoria alla pratica: un nodo da sciogliere 

L’implementazione – intesa come messa in pratica e realizzazione di un piano o un progetto – della ricca ed articolata produzione teorica cinese ha incontrato nel corso degli anni e continua ad incontrare non pochi problemi e difficoltà, come riconosciuto dagli stessi dirigenti del Pcc. Il primo problema da sottolineare è quello delle difficoltà da parte del governo centrale di ottenere informazioni accurate e tempestive circa la situazione nell’ambito di settori chiave economico-sociali. Tali difficoltà sono dovute essenzialmente al forte timore tra i funzionari di rango inferiore di poter incorrere in un qualsiasi tipo di rischio, come sanzioni o responsabilità personali. Questo clima di incertezza ha spesso alimentato una scarsa propensione e volontà all’iniziativa politica, ostacolando l’implementazione di progetti di riforma e soluzioni politiche innovative.  

Nel corso degli anni, il tentativo da una parte di mantenere un sostanziale controllo politico sul sistema economico e delle imprese, e dall’altra di rendere più snello e “amichevole verso il mercato” il processo decisionale, ha senza dubbio prodotto un’accelerazione dei tempi di tale processo. Tuttavia, ha anche creato difficoltà ed incertezze riguardo, ad esempio, l’effettiva consistenza delle riserve disponibili e la tracciabilità delle filiere produttive (diversi casi riguardano l’industria militare). Lo stesso Xi Jinping ha in più occasioni messo in guardia dalla creazione di sistemi decisionali paralleli e sovrapposti al fine di dare risposte ai problemi esistenti, mettendo in evidenza come ciò portasse a accrescere gli elementi di complessità e richiedendo con forza che si andasse sempre più verso un sistema pienamente integrato.9 Egli ha altresì messo l’accento sul fatto che in diversi casi i funzionari non hanno eseguito il loro dovere per paura di commettere errori. Questo problema, a parere di vari commentatori, appare almeno in parte legato alla forte campagna anti-corruzione, la quale da una parte ha purificato le fila del partito ma dall’altra ha “paralizzato” l’azione di numerosi quadri intimoriti dalla possibilità di finire sotto inchiesta. Da qui, i periodici richiami del leader cinese a prestare assoluta attenzione alle “tre distinzioni” (in cinese sange qufen): a) errori commessi per inesperienza; b) errori commessi in seguito a indicazioni non sempre chiare da parte dei superiori; c) errori frutto di violazioni coscienti e persistenti della disciplina e della legge. La situazione deve essere molto seria se lo scorso anno l’agenzia di stampa nazionale Xinhua ha deciso di pubblicare una sorta di vademecum per chiarire come comprendere le “tre distinzioni”, facendo appello a tutti i membri del partito ad avere uno spirito coraggioso ed innovativo al fine di affrontare e risolvere i problemi ed in particolare gli errori commessi da sé stessi e dagli altri.10 

Conclusioni 

Come ha messo giustamente in luce Fasulo,11 l’“effetto Trump” potrebbe in effetti far sì che Washington venga percepita come un attore inaffidabile o ostile, portando l’interesse europeo e asiatico a orientarsi verso Pechino, quantomeno sul piano economico: questo è e soprattutto può diventare un passaggio chiave per Pechino. Intervenendo il 30 aprile ad un simposio a Shanghai sul prossimo Piano 2026-2030 e sulle prospettive generali dello sviluppo economico e sociale della Cina, Xi Jinping ha posto l’accento sull’inderogabile bisogno di “gestire bene i nostri affari” garantendo allo stesso tempo sviluppo e sicurezza, portando attenzione ai rischi e alle sfide interne ed esterne e adattandosi alle mutevoli condizioni generali.12 

Pochi giorni prima, durante i lavori della sessione del Politburo presieduta dal leader cinese e dedicata ad un esame della situazione economica, era stato sottolineato come l’economia nel 2025 stesse dando segni di ripresa alimentando in tal modo la fiducia nel futuro. Allo stesso tempo, tuttavia, si era posta l’attenzione sul fatto che era indispensabile consolidare ulteriormente la ripresa senza sottovalutare la portata degli shock esterni. Le conclusioni generali hanno puntato sull’importanza di prepararsi per qualsiasi scenario futuro, anche il peggiore possibile, continuando nell’approfondimento del processo di riforma e, allo stesso tempo, operando in campo internazionale per sostenere il multilateralismo ed opporsi a qualsiasi forma di “bullismo” unilaterale.13 


  1. Si vedano in particolare: il sito web della Cpcpc; la voce del glossario preparato dal Center For Strategic Translation; e S. Tiezzi, “What is the CPPCC anyway?”, The Diplomat, 4 marzo 2025. 
  2. Cfr. “The Outline of the 14th Five-Year Plan for Economic and Social Development and Longe-Range Objectives Through the Year 2035 of the People’s Republic of China”, prepared by the National Development and Reform Commission (un dipartimento di livello ministeriale che ha il compito di assicurare la messa in pratica delle decisioni politiche prese dal Comitato centrale del Pcc; “The 14th Five-Year Plan of the People’s Republic of China—Fostering High-Quality Development”, Asian Development Bank, giugno 2021.  
  3. Per il testo ufficiale inglese si veda: “China releases full text of government work report”.
  4. Tra una sessione annuale e l’altra il Comitato permanente dell’Anp, composto dal presidente, da alcuni vicepresidenti e dal segretario generale, esercita il potere legislativo in nome dell’Assemblea.  
  5. La Corte suprema del popolo e la Procura suprema del popolo sono i massimi organi nazionali che esercita rispettivamente il potere giudiziario e il potere di indagare e perseguire i reati: entrambe sono elette dall’Anp. 
  6. Si vedano al riguardo tra gli altri: A. Huld, “Key Takeaways from China’s 2025 Two Sessions – Policy Priorities, Annual Budget, and Legislative Plans”, China Briefing, 19 marzo 2025; E. Green, M. Nouwens, “China’s Two Sessions, China’s Two Challenges”, International Institute for Strategic Studies, 1 aprile 2025; S. Kam, “China’s 2 Sessions: Slow Growth Collides With Tech Supremacy”, The Diplomat, 18 marzo 2025.
  7. Sul tema delle forze armate cinesi si rimanda al recentissimo studio di S. Dossi, La muraglia d’acciaio. Le forze armate cinesi tra cambiamento e continuità, Bologna, Il Mulino, 2025
  8. Wang Huning, “2025年对台工作会议在京召开. 王沪宁出席并讲话” (Aperta a Pechino la Conferenza di lavoro 2025 su Taiwan), Renmin ribao (Quotidiano del popolo), 27 febbraio 2025.
  9. Si veda ad esempio il discorso del giugno 2024 durante una riunione del Politburo, reso noto proprio poche settimane prima delle Due sessioni di marzo dalla rivista teorica del Pcc, Qiushi (Cercare la verità), 15 febbraio 2025, con il titolo Jianquan quanmian cóngyán zhì dǎng tǐxì (Rafforzare e perfezionare un sistema completo e rigoroso di governance del partito)per una sintesi in inglese cfr, “Qiushi Journal Issue Preview: No. 2, 2025”, 24 gennaio 2025.  
  10. Si veda il testo in cinese sulla pagina dedicata nel sito web del governo cinese.
  11. F. Fasulo, “Effetto Trump: tutti alla corte di Xi, con cautela”, ISPI online, 18 aprile 2025.
  12. Xi stresses sound planning for economic, social development in 2026-2030”, Xinhua, 6 maggio 2025.
  13. Xi chairs CPC leadership meeting on economic situation and work”, Xinhua, April 25 2025.  


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Perfetto — ecco una scheda completa, strutturata in modo professionale e adatta sia a uso redazionale che didattico sul saggio di Guido Samarani, “Le Due sessioni del 2025: la Cina tra rischi e opportunità” (9 giugno 2025).


📘 Scheda sintetico-analitica e critica

Titolo:

Le Due sessioni del 2025: la Cina tra rischi e opportunità

Autore:

Guido Samarani

Fonte e data:

Sinistra in Rete, 9 giugno 2025

Contesto e finalità del saggio:

Il saggio analizza il significato politico, economico e strategico delle Due Sessioni cinesi del 2025 — l’Assemblea nazionale del popolo (ANP) e la Conferenza politica consultiva del popolo cinese (CPCPC). Si tratta di un momento chiave nel ciclo della pianificazione socialista cinese, poiché coincide con la chiusura del 14° Piano quinquennale (2021-2025) e prepara la transizione verso il 15° (2026-2030). L’autore inquadra questo passaggio nel contesto di un quadro internazionale segnato dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e da un crescente confronto sistemico tra Stati Uniti e Cina.


🔍 Occhiello

Bilancio del 14° Piano quinquennale e sfide del nuovo ordine globale


🎯 Focus

Il 2025 rappresenta per Pechino un anno di valutazione e di transizione: bilancio del percorso di sviluppo economico e sociale avviato nel 2021 e definizione delle priorità future in un ambiente geopolitico sempre più instabile. Guido Samarani mette in luce tre dimensioni centrali:

  1. La governance economica e il passaggio da una crescita quantitativa a una crescita di “alta qualità”.

  2. L’innovazione tecnologica, intesa come cardine della nuova industrializzazione e della sicurezza nazionale.

  3. La coerenza interna del sistema politico, chiamato a risolvere il divario tra pianificazione e implementazione, aggravato dalla paura di errore dei quadri amministrativi e dagli effetti collaterali della lotta anticorruzione.


📄 Sintesi analitica

Il saggio si apre con la descrizione del contesto: le Due Sessioni del marzo 2025 segnano la conclusione del 14° Piano quinquennale e offrono una visione preliminare delle linee del successivo 15° Piano (2026-2030).
Il Rapporto sul lavoro del governo, presentato dal premier Li Qiang, riassume l’orientamento politico-economico del Paese, basato su tre pilastri:

  • Stabilità e progresso coordinato, puntando su domanda interna e innovazione industriale;

  • Riforme fiscali e monetarie mirate, per sostenere crescita e occupazione (obiettivo PIL +5%, disoccupazione urbana 5,5%);

  • Integrazione politica intersettoriale, per armonizzare le strategie fiscali, industriali e ambientali.

Particolare attenzione è dedicata alla politica di apertura e attrazione di capitali stranieri: la Cina intende rafforzarsi come hub finanziario globale, potenziando le Free Trade Zones, aggiornando la normativa su commercio, arbitrato e cybersecurity, e tutelando il settore privato con la nuova Law on Promoting the Private Economy.

Sul fronte tecnologico e sociale, Pechino destina risorse alla manifattura avanzata, alla digitalizzazione delle PMI, alla formazione e al welfare (sanità, assistenza agli anziani, sicurezza sociale). L’educazione è vista come asse di connessione tra innovazione e sviluppo di lungo periodo, con Xi Jinping che invoca una sinergia più forte tra università, imprese e governo.

Rilevante anche la sezione sulle forze armate, dove la priorità è data all’intelligenza artificiale, alla modernizzazione delle dottrine militari e alla lotta contro la corruzione interna. Sul tema di Taiwan, il linguaggio appare più conciliante, sottolineando la cooperazione economica pur nel solco del principio di “un’unica Cina”.

Nel paragrafo Dalla teoria alla pratica, Samarani analizza con finezza critica il principale ostacolo strutturale: la difficoltà di implementazione delle direttive centrali. Il timore dei funzionari di incorrere in sanzioni (effetto collaterale della campagna anticorruzione) ha rallentato l’innovazione amministrativa, generando una burocrazia prudente e refrattaria al rischio. Xi ha risposto con l’enfasi sulle “tre distinzioni”, esortando i quadri a non temere l’errore e a privilegiare l’efficacia sull’inerzia.

Nelle conclusioni, Samarani colloca il processo cinese in un quadro geopolitico più ampio: l’“effetto Trump”, osserva, potrebbe spingere Asia ed Europa verso una maggiore cooperazione con Pechino, considerata attore più prevedibile. Xi invita a “gestire bene i propri affari interni”, consolidando la ripresa e preparandosi “a qualsiasi scenario, anche il peggiore”, rafforzando riforme, multilateralismo e resistenza al “bullismo unilaterale”.


🧩 Chiavi di lettura critica

  • Il saggio offre una visione equilibrata e realistica del processo politico cinese, evitando stereotipi.

  • Samarani coglie la tensione strutturale tra pianificazione centralizzata e autonomia esecutiva, nodo irrisolto della modernizzazione socialista.

  • La riflessione finale sposta il focus dalla competizione USA-Cina alla capacità del modello cinese di autoriformarsi senza rinunciare al controllo politico.

  • Lo stile sobrio e documentato, fondato su fonti ufficiali e analisi comparate (ISPI, IISS, The Diplomat), colloca l’articolo a metà tra divulgazione accademica e geopolitica applicata.


🧭 Abstract

Nel 2025, le Due Sessioni della Repubblica Popolare Cinese segnano un momento di bilancio e rilancio. Chiudendo il 14° Piano quinquennale, la leadership di Xi Jinping riafferma la priorità di una crescita di alta qualità, sostenuta dall’innovazione tecnologica, dalla stabilità sociale e da un rafforzamento del mercato interno. Il premier Li Qiang illustra una strategia economica orientata alla sinergia tra politiche fiscali, monetarie e industriali, con l’obiettivo di consolidare la fiducia e affrontare rischi interni ed esterni.
Il saggio di Samarani mette in evidenza anche le difficoltà di implementazione dovute alla paura di errore tra i funzionari locali e al peso della campagna anticorruzione, oltre al tentativo di Xi di costruire una governance più integrata. Sul piano internazionale, la Cina si prepara a gestire il nuovo equilibrio mondiale segnato dal ritorno di Trump e dalle tensioni globali, ribadendo la centralità del multilateralismo. Il testo si chiude su un’idea chiave: l’ascesa cinese dipenderà dalla capacità del sistema di “gestire bene i propri affari” senza smarrire coerenza, autonomia e visione strategica.


🔑 Parole chiave

Cina – Due Sessioni – Piano Quinquennale – Xi Jinping – Li Qiang – Innovazione tecnologica – Politica economica – Governance – Anticorruzione – Taiwan – Multilateralismo – Trump – Geopolitica asiatica


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Ecco una bibliografia ragionata dei principali documenti presentati durante le Due Sessioni cinesi del 2025, con titoli in italiano, descrizione sintetica e link diretto alla fonte.


📘 1. Rapporto sul lavoro del governo cinese per il 2025

  • Descrizione: Presentato dal premier Li Qiang il 5 marzo 2025, delinea gli obiettivi economici e sociali per l’anno in corso. Include target di crescita del PIL (circa 5%), creazione di 12 milioni di posti di lavoro urbani, e misure per la stabilità macroeconomica.
  • Contenuti chiave: Stabilità economica, stimolo alla domanda interna, innovazione tecnologica, riforme fiscali e monetarie.
  • Link: Rapporto sul lavoro del governo – CRI 国际在线

📘 2. Schema del Piano per lo sviluppo economico e sociale 2026–2030 (XV Piano Quinquennale)

  • Descrizione: Documento strategico approvato dal Comitato Centrale del PCC nell’ottobre 2025. Traccia le linee guida per la modernizzazione sistemica della Cina nei prossimi cinque anni.
  • Contenuti chiave: Sviluppo verde, leadership tecnologica, resilienza economica, rafforzamento del mercato interno, sicurezza nazionale.
  • Link: XV Piano Quinquennale – CRI 国际在线

📘 3. Schema di bilancio per il governo centrale e i governi locali

  • Descrizione: Presentato durante le Due Sessioni, include le previsioni di entrate e spese pubbliche per il 2025. Il deficit fiscale è fissato a 5,66 trilioni di yuan (circa 4% del PIL).
  • Contenuti chiave: Politica fiscale espansiva, sostegno ai consumi, investimenti in tecnologia e welfare, contenimento del debito locale.
  • Link: Bilancio del governo cinese – Trading Economics TRADINGECONOMICS.COM

📘 4. Leggi e regolamenti approvati durante le Due Sessioni 2025

  • Descrizione: Include la nuova legge sulla promozione dell’economia privata, emendamenti alla legge sulla cybersicurezza, e modifiche alla legge sul commercio estero e sull’arbitrato.
  • Contenuti chiave: Sostegno agli investimenti stranieri, semplificazione normativa, protezione dei dati, rafforzamento della governance economica.
  • Link: Punti salienti legislativi – China Briefing China Briefing

Se vuoi, posso aiutarti a scaricare o tradurre uno di questi documenti, oppure creare una presentazione sintetica per uso didattico o professionale. Vuoi procedere in quella direzione?

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