fFargan Butti de Lima Democrazia
Pierluigi Fargan 25-1-26
LA REPUBBLICA DEGLI IDIOTI.
Nell’immagine la parte della mia ristretta biblioteca dedicata all’argomento “Democrazia”. Mancano tutti i filosofi politici, gli economisti, altra parte di testi e degli studiosi dei Greci antichi e i testi di storia specie antica che stanno da altre parti. Solo per dire che è un argomento complesso sebbene i più pensino di conoscerlo.
Appena terminata la lettura dell’ennesimo studio dell’argomento nel pensiero politico occidentale (P. Butti de Lima, Democrazia, Le Monnier Università, 2019, dalla scrittura non invitante), ho trovato riferite due posizioni già espresse in pensatori del passato che però mi permettono di commentare.
La prima è formale attiene cioè alla forma del voluminoso contributo di critiche e idee prodotto dalla lunga sequenza di filosofi politici che ne hanno parlato ed è di Machiavelli. Il fiorentino aveva simpatie per il governo popolare, forse poco note e nei Discorsi sentenzia che sino ad allora (ma vale anche per il dopo di allora) gli intellettuali si erano conformati al potere dominante per cui straparlavano contro il popolo tanto quanto erano cauti e servili quando parlavano dei dominanti.
In effetti, la casta intellettuale, spesso non solo è generalmente parte del potere in atto o risente dei suoi condizionamenti (anche gli intellettuali “tengono famiglia”), ma si diletta spesso a parlare di cose che neanche conosce e più spesso si riferisce a concetti astratti o l’uno fa polemica contro l’altro stante che entrambi parlano di cose appese per aria.
Va ricordato che la trasmissione romana e cristiano-medioevale ha visto bene di perdere tutti i testi politici antico-greci, tranne quelli contro la democrazia dall’Anonimo Oligarca a Platone. Quanto ad Aristotele la meritoria “Politica” torna in lettura solo nel ‘200-‘300 poiché ritrovata nelle biblioteche musulmane spagnole in seguito alla Reconquista. Niente Protagora, niente Anassagora, niente Democrito (o solo frammenti), Clistene o Efialte chi li ha visti? Di Pericle solo un discorsetto riferito da Tucidide che aveva simpatie oligarchiche. Un sistematico sterminio delle fonti.
Fino al 1880 quando per caso vennero rinvenuti antichi rotoli di pergamena in Egitto di quella che chiamiamo “La Costituzione degli Ateniesi” (erroneamente attribuita ad Aristotele), tutti i pensatori politici che hanno discettato sulla democrazia ateniese, non si sa di cosa stessero parlando ignorando la complessità delle sue forme procedurali e funzionali ben oltre l’istituto assembleare dell’ecclesia.
Tutti i Romani hanno scritto sotto il potere della forma imperiale. Per mille anni tutti i medioevali hanno scritto sotto la forma della doppia monarchia del re o del principe e della Chiesa con papa delegato da Dio. I moderni hanno scritto da dentro il dominio di élite determinate dalla ricchezza. Noi occidentali, non siamo mai stati “democratici”, né nei fatti, né nel pensiero.
Così, fatta parziale eccezione per un secondario Spinosa, Rousseau (per altro più di orientamento spartano che ateniese) e alcuni minori, una stimabile cinquantina di filosofi, giuristi, studiosi dal V secolo a.C. all’altro ieri, ha fatto coro quasi unanime contro il concetto che pure si vuole identificare oggi come essenza della tradizione occidentale. Tale consenso semi-unanime ha fatto massa nella formazione del pensiero politico generale.
Tra questi, spiccano i liberali, con le loro lagne sulla “libertà” intenti a pervertire il significato proprio di democrazia svuotandone il nome e riempiendolo poi di lodi per il sistema rappresentativo-parlamentare-costituzionale che è un regime misto con un Uno determinato da Pochi, in qualche modo votati una volta ogni quattro anni da gente che non sa nulla della reale complessità dei fatti attinenti al proprio Stato e la cui delega è spesso priva di contenuto ed è non revocabile. Peggio ancora quando l’Uno è determinato direttamente dai Molti. Il sistema rappresentativo è oligarchico di sua definizione (viepiù se la delega è vaga, il voto dilatato e il tasso culturale della società basso e al posto dell’informazione c’è la propaganda) a volte repubblicano ma altre volte (vedi Inghilterra) neanche tale. Secondo i più accreditati “scienziati” politici, la delega politica è storicamente di origine aristocratica.
Di contro abbiamo i social-comunisti che parlano criticamente per lo più di forme economiche da un secolo e mezzo e non si capisce mai bene come pensano politicamente di cambiare lo stato di cose che criticano o costruire fattivamente, cioè politicamente, il mondo che vorrebbero. Baloccatisi a lungo con il concetto di “rivoluzione” (ed altre idee bizzarre come la “dittatura del proletariato” e l’estinzione dello Stato), tornati alla realtà, non sono andati oltre l’accettazione acritica del sistema liberal-pseudo democratico che democratico non è già nelle sue fondamenta e a parte la decennale deriva post-democratica recente.
La seconda nota interessante ed anche più fondamentale nel discorso sulla democrazia è di un giurista tedesco post-weberiano degli anni ‘20, tale Richard Thoma, il quale nota che la questione davvero fondamentale in termini di logica politica non va oltre quanto già scritto da Erodoto due millenni e mezzo fa ovvero rispondere alla domanda “chi decide?”. Chi decide delle tante cose che danno forma e sostanza alla vita politica di una comunità? Uno? Pochi? Molti?
In tal senso, per il Thoma, democrazia è solo: “comunità di tutti i cittadini adulti che governa sé stessa”. Cittadini (ovvero connazionali diremmo oggi) di opinioni politiche e ideologiche del tutto diverse, possono e dovrebbero essere tutti ugualmente democratici. Oppure pensate sia meglio che le decisioni politiche siano riservate ai migliori (aristocrazia variamente determinata), i potenti (oligarchia variamente determinata), i ricchi (plutocrazia) ovvero un qualche forma di élite di cui vi fidate facendovi loro servi volontari? O preferite un uomo (o una donna secondo altri contemporanei annebbiati), forte che “sa come si fa” e vi guida come un buon padre (o madre) di famiglia come foste bimbi smarriti? E che garanzie avete che costoro quando eserciteranno il potere concreto effettivamente corrisponderanno alle vostre necessità e opinioni?
Dovremmo iniziare dalla forma preliminare della decisione politica. Solo dopo ci saranno gli amanti dell’uguaglianza o del merito asimmetrico, della libertà individuale o delle opportunità (libertà da o libertà di), del socialismo o del libero mercato, del progressismo o del conservatorismo, dell’individualismo o del comunitarismo, tutte opinioni legittime che nella democrazia si disputeranno la preminenza di maggioranza, semplice, qualificata o persa nell’estenuante ricerca dell’improbabile unanimità.
Ne conseguono molte e diverse cose. Ma la più importante è il tasso di acculturazione generale e viepiù politica (sociale, economica, geopolitica, logistica, educativo-culturale etc. etc.) del gruppo umano che si vuol dare un modo democratico di prendere le decisioni. È chiaro che ci deve essere una formazione potente, costante e variegata, una informazione davvero plurale, una distribuzione della conoscenza se non perfettamente egalitaria almeno tendente a…, ampie e continue possibilità di scambiarsi informazioni, idee e giudizi in forma di dibattito. Tutte cose che richiedono tempo personale e sociale da erodere al tempo di lavoro e al tempo di cura di sé e delle proprie incombenze materiali. Come altro decidere se non sai di cosa devi decidere? Decidere della forma associata è capire che logica strutturale reale ha e sopra poggiarci la propria opinione, occorre avere responsabilità civica e culturale per un impegno del genere.
Quello che spesso non capiamo è che la democrazia è “solo” un regolamento dell’intenzione sociale che dipende dal tasso culturale della società. Dove una società diventa adulta e decide di sé da sé. Il problema solo in un secondo tempo è nelle sue forme, materia da giuristi o economisti o teorici politici o nei vari contenuti del menù politico comunque poi da decidere assieme, in primis dipende dallo spessore e dalla vivacità culturale del gruppo sociale. Come ogni agricoltore sa, il problema non è la pianta ma l’irrigazione, la concimazione, la salinità del suolo, i parassiti, il clima ovvero nelle condizioni di possibilità intorno alla pianta.
Nella nostra immagine di mondo, quella ateniese fu la prima democrazia quando invece fu più o meno l’ultima. La nostra forma di regolamento politico è detta “democrazia” ma non lo è né nei principi, né nei fatti. Siamo convinti sia storicamente una prerogativa occidentale cosa del tutto falsa. Non c’è “una” democrazia, ma molte forme, ha poi le sue possibili patologie (demagogia) che vanno curate, ma non sono inevitabili mali intrinseci alla forma. Non c’è alcuna dicotomia tra “diretta” e “rappresentativa” quando oggi non si potrebbe far diversamente che avere forme complementari tanto dell’una, che dell’altra. Non c’è alcuna tempesta ideologica da alimentare per dire che dovrebbe esser così o colà, sarà come la comunità di cittadini deciderà con metodo democratico sarà. Tutto sta a come metterli nelle condizioni di possibilità di farlo.
Viviamo in società che ti ossessionano con la necessità di formarsi ed assumere competenze personali, tenersi in forma e salute, vestirsi e apparire così o colà, occuparti di te, ma che parimenti ti invita a non occuparti del fatto che ognuno di noi è socio naturale della società in cui vive. C’era una parola greca antica che indicava un cittadino privato, disinteressato agli affari pubblici e alla politica, concentrato solo sui propri affari personali: Idiotes (ἰδιώτης). L’idiotismo politico è coltivato intenzionalmente da cinquanta anni in accordo a quanto diceva il marchese d’Argenson: Laissez faire cioè “lasciateci fare”.
Le nostre repubbliche (res publica, la cosa pubblica) sono in mano ad un coltivato branco di idioti dediti alla servitù volontaria, altro che democrazie.
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Quando la "democrazia" diventa controllo mediatico dell'informazione, creazione guidata del consenso, la nascita di un "semplificatore" diventa funzionale per controllare e guidare le masse versi interessi diversi dalla maggioranza di essi.
Allora il "dittatore" appare "democratico" perché nato da una elezione che ne ha sancito la volontà popolare come avvenne in Germania nel 1933.
La Storia si ripete: prima in dramma poi in farsa dai risvolti sanguinosi...
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Non tutti i romaní hanno scritto durante l’epoca imperiale. Cicerone, il filósofo político più importante, scrisse alla fine dell’epoca repubblicana. Non vide nascere neanche il Principato. E Cicerone influí in modo determinante nel pensiero posteriore. Peccato che la sua De Republica non ci é stata tramandata in modo intégrale
In Italia, il vincolo di mandato (o mandato imperativo) è esplicitamente escluso dall'Articolo 67 della Costituzione, il quale stabilisce che ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincoli. Ciò garantisce la libertà di coscienza del parlamentare, impedendo la revoca del mandato da parte degli elettori o del partito, permettendo cambi di gruppo politico. Olè! Sempre sostenuto che, come un rappresentante, dovrebbe essere un professionista anche l'elettore, dovrebbe esserlo, invece...
Il rischio del "tempo liberato" e' che sia riempito di "sciocchezze riempitive" del vuoto intorno e dentro di noi.
Come per le teorie comuniste non basta appartenere alla classe sfruttata per acquisire la consapevolezza del proprio sfruttamento, soprattutto quando nel mondo si appartiene alla categoria dei kaPO
Mi ha molto colpito il termine idiota e ho pensato a quel detto di Eraclito che dice degli uomini svegli e dei dormienti. Chi dorme è idiota perché sogna ed il sogno è sempre un racconto personale. Certo ci sono degli elementi sociali anche nel sogno ma chi sogna è catturato in un suo film personale. Oggi con le filter bubble e le camere dell eco e la profilazione a fini pubblicitari possiamo leggere la stessa pagina di un giornale online ma il giornale viene personalizzato in tempo reale sulle mie preferenze quindi ognuno legge il suo giornale quindi ognuno è intrappolato nel suo sogno. The daily me. La personalizzazione va ad erodere quel mondo che si abita in comune ed in cui ci si espone altri in pubblico. Il mondo non dei mortali ma dei sorgivi e dei natali direbbe la Arendt di vita activa il mondo in cui nasciamo in uno spazio pubblico come cittadini. Comunicare con chat gpt comunicare con Gemini è comunicare con entità che rispondono di continuo non potranno mai dirti non so non potranno mai rispondere alle tue domande con risposte sbagliate non potranno mai darti risposte a domande che non ha posto perché non posso uscire dal tuo sogno privato. La serendipità come può generarsi su Gemini li non puoi trovare ciò che non hai cercato come per le scoperte scientifiche in cui si trova ciò che non si stava cercando - vedi i neuroni specchio. Gemini ti gratifica dice sempre le tue intuizioni sono stupende ma quando vuoi cambiare discorso ti comprime tutto sulle tue intuizioni precedenti comprime tutto a forza nel tuo sogno. La civiltà è fatta anche di disagio della civiltà di procrastinazione di confrontarsi con la frustrazione con il non sapere e penso che le nuove intelligenze artificiali vadano ad aggredire gli strumenti con cui le persone si formano un sé stabilmente nevrotico capace di rispondere al dolore tramite la formazione di un sintomo. Come può esserci democrazia per persone che davanti al dolore non hanno nemmeno la cassetta degli attrezzi standard non riescono nemmeno a costruirsi un sintomo. In Italia quanti minorenni si suicidano al giorno ? Non è solo un problema di tempo qui stiamo rinunciando alla mente formata dal linguaggio fatto di turni conversazionali normali tra esseri umani stiamo rinunciando alla civilizzazione per una vita senza una cassetta degli attrezzi mentale che ci porterà a passaggi all atto gravi. Le nuove generazioni sono una bomba ad orologeria e i clinici non hanno più davanti a sé persone con sintomi standard come negli anni 90. Io penso ci sia molta paura di quello che possono fare i minori. Secondo me bisogna mettere dei limiti di età per l uso dell intelligenza artificiale - in modo da mantenere una formazione mentale basata sulla scrittura e sulla lettura visto che le persone che stimiamo sono venute su così. Donatella di Cesare rappresenta questo mondo ma questo mondo rischia di perdersi. Il tempo per leggere un libro può essere anche un libro di poche pagine ma bisogna combattere per avere il tempo di leggere un libro di guardare un film. Io sono molto preoccupato per le nuove generazioni. Ogni giorno ci sono dei casi di cronaca deliranti sempre più orribili
Pierluigi Fagan
Francesco Gelmini Sul riferimento a Eraclito concordo, Eraclito era un filosofo fortemente politico. Costanzo Preve nella sua Storia della filosofia, sosteneva che la gran parte della antica filosofia greca era politica anche quando parlava apparentemente d'altro. In parte penso avesse ragione perché la convenzione culturale della vita associata nelle antiche poleis, non solo Atene, era eminentemente politica.
RICHIESTA
CHATGPT
Ciao, testo densissimo e molto stimolante. Ti propongo una sintesi per punti, organizzata per autore e poi per assi tematici, così puoi usarla direttamente per sviluppare il tema dell’esercizio del potere e delle forme di governo nelle società moderne.
1. Pierluigi Fagan (Fargan) – Nucleo teorico
Critica della “democrazia occidentale”
La democrazia è un concetto storicamente complesso, banalizzato e svuotato nel dibattito contemporaneo.
L’Occidente non è mai stato realmente democratico, né nei fatti né nel pensiero:
antichità: perdita sistematica delle fonti democratiche greche;
medioevo: pensiero politico sotto monarchia e Chiesa;
modernità: dominio delle élite economiche.
La tradizione filosofica occidentale è strutturalmente anti-democratica:
da Platone ai liberali moderni;
la democrazia è stata criticata o deformata quasi unanimemente.
Intellettuali e potere
Riprende Machiavelli:
gli intellettuali tendono a conformarsi al potere dominante;
sono aggressivi verso il popolo, servili verso le élite.
La produzione teorica è spesso:
astratta;
autoreferenziale;
funzionale alla legittimazione del potere.
Gli intellettuali sono parte della struttura di potere, anche per vincoli materiali (“tengono famiglia”).
Critica del sistema rappresentativo
Il sistema rappresentativo:
è oligarchico per definizione;
nasce storicamente come delega aristocratica.
La delega politica:
è vaga;
non revocabile;
esercitata da cittadini spesso privi degli strumenti per comprendere la complessità statale.
Il parlamentarismo costituzionale è un regime misto, non una democrazia:
Uno (capo/esecutivo),
Pochi (élite politiche),
Molti (elettori occasionali e disinformati).
Questione fondamentale: “chi decide?”
Riprende Richard Thoma (anni ’20, post-weberiano):
la domanda chiave della politica è chi prende le decisioni.
Democrazia =
“Comunità di tutti i cittadini adulti che governa sé stessa”Alternative non democratiche:
aristocrazia (i migliori);
oligarchia (i potenti);
plutocrazia (i ricchi);
autoritarismo carismatico (“uomo forte”).
Democrazia come forma intenzionale, non solo istituzionale
La democrazia è prima di tutto:
una forma di intenzione collettiva;
dipende dal livello culturale e politico della società.
Condizioni di possibilità della democrazia:
alta acculturazione diffusa;
informazione plurale reale;
tempo sottratto al lavoro e alla sopravvivenza;
dibattito pubblico continuo.
Senza queste condizioni:
le forme giuridiche sono vuote;
la democrazia degenera in demagogia o oligarchia.
Idiotes e servitù volontaria
Recupero del concetto greco di idiotes:
cittadino privato, disinteressato alla cosa pubblica.
L’idiotismo politico è:
coltivato intenzionalmente dal neoliberismo (“laissez faire”);
funzionale al dominio delle élite.
Le repubbliche contemporanee sono:
“res publica” solo nominalmente;
governate da cittadini politicamente infantilizzati.
2. Francesco Gelmini – Nucleo critico contemporaneo
Idiota, sogno e mondo comune
Richiamo a Eraclito:
gli “addormentati” vivono nel proprio sogno;
il sogno è sempre individuale, non condiviso.
L’idiota moderno:
è intrappolato in una narrazione personalizzata del mondo;
perde l’accesso a uno spazio pubblico comune.
Tecnologia, media e dissoluzione dello spazio pubblico
Filter bubble, echo chamber, profilazione:
ognuno legge “il suo giornale”;
nasce il “Daily Me”.
Effetto politico:
erosione del mondo condiviso;
impossibilità del confronto pubblico.
Riferimento ad Hannah Arendt (Vita activa):
scompare lo spazio pubblico dei “nati” e dei “sorgivi”;
resta solo la dimensione privata.
IA, soggettività e crisi democratica
Comunicazione con IA:
rafforza il “sogno privato”;
non introduce alterità reale;
riduce la serendipità.
L’IA:
gratifica;
non frustra;
non espone al non-sapere.
Conseguenza antropologica:
erosione della formazione del Sé;
perdita degli strumenti simbolici per elaborare il dolore.
Crisi delle nuove generazioni
Le nuove generazioni:
non sviluppano più “sintomi” strutturati;
rispondono al disagio con passaggi all’atto.
Implicazioni politiche:
soggetti incapaci di sostenere conflitto, frustrazione, mediazione;
incompatibilità strutturale con la democrazia.
Proposta implicita:
limiti di età all’uso dell’IA;
difesa della formazione tramite lettura, scrittura, linguaggio.
3. Asse comune Fagan – Gelmini (per il tuo tema)
Esercizio del potere oggi
Il potere non si esercita solo tramite:
istituzioni;
leggi;
coercizione.
Ma tramite:
controllo cognitivo;
gestione dell’attenzione;
frammentazione del senso comune.
Forme di governo contemporanee
Le società moderne:
si definiscono democratiche;
funzionano come oligarchie cognitive.
Il cittadino:
è formalmente sovrano;
sostanzialmente eterodiretto.
La crisi della democrazia è:
prima antropologica e culturale;
solo dopo istituzionale.
Se vuoi, nel prossimo passo posso:
trasformare questa sintesi in schema teorico comparativo (potere / soggetto / forma di governo);
oppure aiutarti a scrivere un capitolo di saggio che intrecci Fagan, Gelmini, Arendt, Foucault, Postman, Debord.
Perfetto. Ti propongo uno schema teorico comparativo pensato come strumento concettuale, non solo riassuntivo, per lavorare sul nesso potere / soggetto / forma di governo nelle società moderne, a partire soprattutto da Fagan e Gelmini, con agganci teorici impliciti (Arendt, Foucault, Debord).
SCHEMA TEORICO COMPARATIVO
Potere – Soggetto – Forma di governo
1. ASSE DEL POTERE
Potere classico (moderno)
Forma: istituzionale, giuridica, statale
Luogo: Stato, Parlamento, Governo
Meccanismo: comando → obbedienza
Legittimazione: rappresentanza, elezione, legalità formale
Limite: necessita di consenso minimo e opposizione visibile
Potere contemporaneo (tardo-moderno / post-democratico)
Forma: cognitiva, simbolica, informazionale
Luogo: media, piattaforme, algoritmi, ecosistemi digitali
Meccanismo:
orientamento dell’attenzione
produzione guidata del consenso
frammentazione del senso comune
Legittimazione: efficienza, sicurezza, personalizzazione
Esito: dominio senza apparente coercizione
📌 Fagan: potere esercitato tramite idiotizzazione politica
📌 Gelmini: potere esercitato tramite privatizzazione percettiva del mondo
2. ASSE DEL SOGGETTO
Soggetto politico classico
Definizione: cittadino
Caratteristiche:
accesso allo spazio pubblico;
esposizione al conflitto e alla differenza;
capacità di deliberare sul comune.
Condizione:
tempo libero;
alfabetizzazione politica;
confronto con l’alterità.
Rischio: demagogia (patologia, non destino)
Soggetto contemporaneo
Definizione: individuo profilato
Caratteristiche:
chiusura nella propria bolla cognitiva;
conferma continua delle proprie intuizioni;
rimozione del non-sapere e della frustrazione.
Forma esistenziale:
“sogno privato” (Eraclito / Gelmini);
servitù volontaria (La Boétie / Fagan).
Esito:
incapacità di sostenere conflitto e responsabilità;
regressione politica dell’adulto a “idiotes”.
3. ASSE DELLA FORMA DI GOVERNO
Democrazia sostanziale (ideale-regolativa)
Definizione (Thoma / Fagan):
comunità dei cittadini che governa sé stessa.
Presupposti:
cultura diffusa;
informazione plurale;
partecipazione continua;
complementarità diretto/rappresentativo.
Oggetto:
decisione collettiva sul comune.
Fragilità:
dipendenza dalle condizioni sociali e culturali.
Forma di governo realmente esistente
Autodefinizione: democrazia rappresentativa
Struttura reale:
oligarchia elettiva;
élite politico-economiche;
delega non revocabile.
Meccanismo chiave:
voto intermittente;
propaganda permanente;
riduzione della complessità.
Esito:
post-democrazia;
democrazia nominale senza sovranità effettiva.
4. DINAMICA CIRCOLARE (chiave interpretativa)
Potere cognitivo
↓
Produzione del soggetto idiota
↓
Impossibilità di decisione democratica
↓
Legittimazione dell’oligarchia
↓
Rafforzamento del potere cognitivo
📌 Il sistema si auto-riproduce senza bisogno di colpi di Stato.
5. NODO CRITICO CENTRALE
Non è una crisi delle istituzioni, ma della soggettività
La democrazia fallisce:
non perché “la gente è ignorante”;
ma perché viene strutturalmente impedita la formazione del cittadino.
La battaglia politica decisiva:
non è solo su leggi o costituzioni;
ma sulle condizioni antropologiche del decidere.
6. TEMA APERTO (per sviluppo saggistico)
Una società che produce soggetti incapaci di sostenere il conflitto,
la frustrazione e il non-sapere
non può essere democratica, qualunque sia la sua architettura istituzionale.
Se vuoi, nel prossimo passo posso:
trasformare questo schema in mappa concettuale visiva;
oppure aiutarti a scrivere un capitolo teorico già in forma di saggio accademico (con citazioni).
Perfetto, fatta 👍
Ho costruito una mappa concettuale visiva comparativa in formato PNG, organizzata sullo schema teorico:
Potere / Soggetto / Forma di governo
con cinque poli analitici:
USA neoliberale
USA trumpiano (post-neoliberale)
Cina
Unione Europea
Sud Globale
👉 Scarica qui la mappa concettuale (PNG):
Download mappa concettuale teorica
Come leggerla (chiave teorica rapida)
USA neoliberale: potere finanziario → soggetto impersonale (mercati) → democrazia procedurale svuotata
USA trumpiano: ritorno dello Stato → soggetto popolare retorico → plebiscitarismo competitivo
Cina: partito-Stato → soggetto collettivo dello sviluppo → socialismo di mercato
UE: potere regolativo → soggetto tecnocratico → governance senza sovranità piena
Sud Globale: potere frammentato → soggetto statale debole → forme ibride e instabili
Se vuoi, nel prossimo passo posso:
trasformarla in mappa dialettica (con frecce, conflitti, contraddizioni)
oppure rifarla in versione accademica minimale per articolo/saggio
oppure una versione didattica per slide o lezione.
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